Interviste

Marta Sui Tubi 2010

MARTA È CRESCIUTA

Quello dei Marta sui Tubi è un progetto in continua evoluzione. Partiti come duo (Muscoli e Dei, 2003), oggi lavorano in cinque al quarto album. Sono andati oltre il format concerto contaminandolo con altre discipline artistiche e hanno partecipato al Woodstock 5 stelle di Beppe Grillo. Giovanni Giulino, che insieme a Carmelo Pipitone forma il nucleo originario della band, ci ha parlato della maturità di Marta.

di Giorgio Rossini

Concerti, spettacoli, il Woodstock di Beppe Grillo e un disco in uscita a inizio 2011. Giovanni, i Marta sui Tubi sono più vivi che mai. Stiamo bene e abbiamo un sacco di idee. Siamo reduci da un’estate di concerti e il progetto Arte sui Tubi ci ha dato molte soddisfazioni.

Dimmi qualcosa in più di Arte sui Tubi. È un tipo di spettacolo diverso dal formato del concerto tradizionale? È decisamente diverso e in un certo senso lo supera. È uno spettacolo a 360 gradi, che non si ferma alla musica, ma tocca anche altre forme d’espressione. Accanto a noi che suonavamo si avvicendavano artisti di vario tipo, acrobati, trapezisti, funamboli. Ci sono stati anche momenti dedicati alla lettura di alcuni racconti. Insomma Arte sui Tubi è un momento di contaminazione tra varie forme artistiche.

Ne parli con molto entusiasmo. È stata un’esperienza meravigliosa e molto stimolante. Dopo tanti anni di concerti, confesso di essermi emozionato come non mi succedeva da tempo. Amiamo suonare davanti al nostro pubblico, ma sono convinto che nella forma del concerto tradizionale esistano delle barriere, fisiche e non, che sarebbe giusto abbattere. Mi riferisco alle transenne, ai buttafuori e a tutto ciò che costituisce una grossa linea di demarcazione tra chi suona e chi ascolta. Negli spettacoli di Arte sui Tubi il pubblico è parte integrante dello show. Chi assiste si sente coinvolto perché in un certo senso viene abbracciato dagli artisti e dallo spettacolo. Trovo tutto questo molto interessante.

Immagino che il progetto non si fermi qui. Farete altri spettacoli di questo tipo? Penso di sì, magari verso la fine dell’anno. Per Arte sui Tubi abbiamo bisogno di location particolari, in cui si possa creare un allestimento adatto allo show, e non è molto facile trovarne. Perciò sarà una sorta di tour parallelo alla tournée classica, della quale approfitteremo per presentare qualche piccolo assaggio del disco nuovo.

A proposito, è un album attesissimo dai fan. A che punto siete? Abbiamo già registrato una decina di pezzi e siamo molto soddisfatti, ma siamo ancora in fase compositiva perché abbiamo un sacco di idee. Ci stiamo dilungando più del solito proprio perché ci sono brani su cui stiamo ancora lavorando e che vorremmo inserire nell’album. Sarà un disco molto diverso da Sushi & Coca (terzo e finora ultimo disco, nda) anche perché Mattia Boschi, il violoncellista che da qualche anno ci segue in tour, entrerà a far parte della band in pianta stabile.

Per leggere l’intervista completa sul numero di ottobre di Onstage Magazine clicca qui.

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