Interviste

Max Pezzali e il suo tour più importante: «Voglio ripagare l’affetto dei fan»

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Max Pezzali si racconta in un’intervista senza filtri. Il suo Max 20 Live Tour è uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’anno: sold out ovunque e richieste continue per nuove date, che hanno “costretto” il suo team a fissare un nuovo giro di concerti anche nel 2014. Intervista tratta da Onstage Magazine, numero di novembre 2013.

Inutile nascondersi o ignorare la realtà: il Max 20 Live Tour potrebbe essere (è?) l’evento italiano dell’anno. Lo dicono i numeri, con quindici date su trenta (nel momento in cui scrivo) sold out tra novembre e dicembre 2013 e febbraio 2014. Numeri che testimoniano un’attesa enorme, che Max Pezzali cercherà di ripagare da novembre in poi nei più capienti palazzetti: quella che doveva essere “solo” una tournée di supporto alla fortunatissima uscita discografica Max 20 – già disco di platino – si è rivelata uno dei momenti più importanti per la carriera dell’artista pavese. Eppure Max nemmeno in questo caso se la sente di staccare i piedi da terra, fedele a un personaggio sempre umile e mai sopra le righe.

Max, questo tour è davvero importante. Come stai vivendo le settimane che ti separano dall’inizio?
Con grande attesa, felicità ed eccitazione. Stiamo iniziando a vedere i progetti per la produzione, le scenografie, le luci e tutto quanto sta intorno all’esibizione live. Senza girarci intorno questa volta possiamo fare le cose in grande, il tour è praticamente sold-out quindi a livello di investimenti c’è margine per costruire qualcosa di importante e che possa dare al pubblico uno spettacolo di alto livello.

Ci sono grandi aspettative, di conseguenza immagino dovrai sopportare anche una certa pressione…
Sarò onesto, quella si avverte maggiormente quando le cose vanno meno bene, quando per esempio hai un tour di dieci date nei club e le prevendite non ingranano. In tempi di crisi poter sfruttare una risposta così importante dal pubblico non mette assolutamente pressione,ma  carica e motiva tutti a fare il lavoro al meglio delle proprie possibilità. Credo sia necessario ripagare i fan di tutta la fiducia che mi stanno accordando, ho grandi stimoli perché voglio restituirgli l’affetto e la vicinanza che mi dimostrano da anni.

Possiamo azzardare la definizione “tour della vita”?
Non lo so. Sicuramente è una tappa importantissima di un percorso che ho la fortuna di portare avanti oramai da tempo. Mi sono sempre divertito, il live è la parte più bella perché si condividono le emozioni col pubblico, con i musicisti, con lo staff e tutti quelli che lavorano affinché lo show vada alla grande. Mi piace molto lo spirito che si crea on the road data dopo data, l’atmosfera unica del concerto e il poter creare qualcosa di cui la gente che ti viene a vedere si ricordi a lungo. Questo oltretutto è da sempre uno degli elementi fondamentali per me, e ora possiamo raccogliere quanto seminato in passato.

Intendi che è arrivato il momento di passare in cassa?
No, intendo che da sempre cerco di fare in modo che la gente che viene a vederci abbia voglia di ritornare la volta successiva. Il successo di questo tour è una somma di fattori perché le cose non succedono completamente per caso. Quest’anno si è innescato un meccanismo molto positivo: il disco ha venduto bene, la positività e la fiducia nel progetto è cresciuta mese dopo mese, i media sono stati interessati da subito, i fan hanno risposto alla grande… Dopo anni di semina e di duro lavoro ci stiamo togliendo delle grosse soddisfazioni, ma è essenziale rimanere sempre con i piedi per terra, impegnarsi e continuare a fare bene ciò che sappiamo fare.

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