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I Modà presentano Gioia: «Un album versatile, ma restiamo un gruppo pop»

Esce nel giorno di San Valentino il nuovo album dei Modà, Gioia, proprio mentre la band sarà impegnata a Sanremo. Li abbiamo incontrati per parlare del disco e delle canzoni in gara al Festival.

Moda nuovo album gioiaNon passano di moda i Modà. Anzi. A due anni dall’uscita di Viva i romantici, quarto disco della band che gli ha fatto vendere ben 500 mila copie, arriva Gioia, nuovo album nei negozi dal 14 febbraio per Ultrasuoni (etichetta dei network RTL 102.5, RDS e Radio Italia). Dodici inediti – più un dvd con la performance del 16 settembre scorso all’Arena di Verona – in pieno stile Modà: «Non c’è nulla di sperimentale in questo disco, siamo sempre noi al 100%», spiega Kekko, leader del gruppo, alla conferenza stampa di presentazione del nuovo lavoro. Parla di «un album molto versatile in cui spaziamo, come sempre, dal pop a sfumature un po’ più rock. Anche se noi siamo e restiamo assolutamente un gruppo pop», ci tiene a specificare.

Se su Twitter li trovate come @rockmoda non pensate a una contraddizione. Più che altro a un’esigenza: «Siamo nati come “Pop doc”. Ci prendevano in giro con nomignoli tipo “Pop corn”. E io mi incazzavo», spiega Kekko. «Quindi abbiamo deciso di eliminare quella parola dal nome e non usarla più».

Nell’album anche i due brani con cui la band gareggerà a Sanremo la prossima settimana: Come l’acqua dentro il mare e Se si potesse non morire. «Il primo raccoglie i consigli che un papà può dare a un figlio e che io do alla mia bimba, Gioia», (“Vietato abbandonare il sogno di volare […]. L’amore a volte può far male, ma del mio tu non ti devi preoccupare perché non può finire, come l’acqua dentro il mare […]. Tra bene e male alla fine vince il bene, te lo posso giurare”). Il secondo, che sarà anche la lead song della colonna sonora di Bianca come il latte, rossa come il sangue, film tratto dall’omonimo bestseller di Alessandro D’Avenia, «è una storia per tutti: tutti tendiamo a correre, forse perché sappiamo che c’è un tempo che ad un certo punto finisce. Chissà come sarebbe se questo tempo non ci fosse», spiega ancora Kekko.

Dimmelo, forse il pezzo più energico del disco, con un impatto sonoro un po’ violento in stile Sono già solo, era uno dei tre brani presentati alla giuria di Sanremo. Non è stata scelta, ma «secondo noi farà parlare. Almeno i nostri fan», scommette la band. La prima canzone delle 12 di Gioia è la titletrack, «che è il nome di mia figlia, ma non l’ho scritta per lei», spiega il leader della band. L’ultimo, Laura, «è il nome della mia compagna ed è quello in cui la forza degli archi esplode più che in tutte le altre canzoni». Sale il livello di glicemia all’ascolto di questa bella dichiarazione d’amore: “Tu che quando sorridi per me apri il cielo e non c’è cosa più bella di te, perché tu mi conosci […], perché tu lo capisci anche se non lo dico più spesso che sei l’unico amore per me”.

Fil rouge del nuovo lavoro resta, come sempre, l’amore. Anche se, a tratti, il gruppo strizza l’occhio ad altri sentimenti. Come nel caso di “Paura di volare” («Pezzo che ha dato il la a Sono già solo e che ho deciso di riprendere in mano») in cui Kekko dialoga con mamma e papà. E alla fine perde quella paura insieme all’altra, altrettanto comune a tanti, di fallire nelle cose che fa.

È un grande successo quello dei Modà, che non si arresta. A testimoniarlo i 100 mila biglietti già venduti per il il Gioia Tour 2013, organizzato e prodotto da F&P Group e Ultrasuoni, che partirà da Roma il 9 aprile e si fermerà al Velodromo di Palermo il 25 maggio. Nella Capitale i concerti sono ben quattro, mentre al Mediolanum Forum di Assago (MI) i Modà suoneranno addirittura cinque volte ad aprile. Ma prima di tutto questo, c’è il palco dell’Ariston, dove la band ormai è di casa e si piazza già tra i papabili vincitori. Almeno sui social network.

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