Interviste

I Modà tra stadi, tour all’estero e polemiche: «I nostri numeri danno fastidio»

Modà stadi 2014

I Modà hanno lanciato il Gioia Tour 2014 che approderà all’estero e poi negli stadi italiani. Ma tra i tanti annunci della conferenza stampa di Roma non è mancata qualche polemica.

Tanto tuonò che piovve, dice il proverbio. Che i Modà stessero per approdare negli stadi era nell’aria, ma il grande annuncio – non l’unico – giunge solo in un fresco ed elettrico 24 ottobre, nell’ovvia cornice di quello Stadio Olimpico in cui i cinque arriveranno il prossimo 11 luglio, seguito otto giorni dopo dal gran finale milanese. C’è tensione, ma i ragazzi vogliono mantenerla positiva, tra musica, ritorni e incontri: sì, perché questa breaking new ne contiene altre due. La prima è che, impreziosito da Cuore e Vento (ospiti i Tazenda), e Dove è sempre sole (realizzato ancora con Pau Donès degli Jarabe De Palo), il 19 novembre esce Gioia…Non è mai abbastanza!, repackaging deluxe del pluripremiato Gioia.

La seconda è che il 2014 vedrà la band di scena nelle maggiori capitali internazionali (Parigi, Madrid, Zurigo, Bruxelles, Monaco, Londra, Amsterdam e New York), per giungere solo in estate ai sospirati Olimpico e San Siro. Proprio da questo ennesimo salto live Kekko apre, emozionato: «Saranno show densissimi, ci saranno tutti gli amici che vorranno esserci. Tutto è accaduto molto in fretta. Avremmo già potuto tentare dopo Assago, ma il nostro management ci suggeriva pazienza e fiducia, ed eccoci qua. Ci fidiamo di loro, siamo una squadra. Dobbiamo tutto questo a loro e a chiunque ci abbia sostenuto finora. Siamo qua non perché migliori di ieri, magari più esperti, ma grazie a loro».

Parlando di musica si entra nel vivo: «Questa ristampa ci permette di arricchire un album di cui andavamo già fieri con due collaborazioni che siamo felici di aver avuto». Le collaborazioni. Raccontarne, per la band, è davvero una… gioia: «Con Pau c’è, per noi è fondamentale, un rapporto splendido già da Come un pittore. La sua positività è sempre un valore aggiunto, è stato naturale cercarci». Quanto al più sorprendente feat con i Tazenda: «Amo da sempre la Sardegna, quella vera, non quella del Billionaire,  e loro la rappresentano come nessuno, sin da Spunta la luna dal monte. Nel dedicare a questa terra una canzone, cercarli è stato ovvio. Hanno accettato subito». Ascoltare i due inediti (due ballad: morbida quella coi Tazenda, più robusta quella con Donés) rende d’obbligo una domanda: quanto sono cambiati i Modà? «Abbiamo sempre voluto unire rock e melodia. La nostra, dicevo, è una squadra: accettiamo i consigli di chi è sopra di noi, ma manteniamo la nostra direzione e i messaggi di sempre. E la gente ci premia».

Ecco perché, i cinque tengono a far quadrato: non evita polemiche anche clamorose, Kekko, di fronte alle allusioni ironiche o amare di Elio e – soprattutto – Samuele Bersani («Con Elio non ce la prendiamo, sappiamo chi è. Nell’altro caso… per tre radio che ci seguono ce ne sono cinque che ci ignorano. Forse il successo che malgrado ciò abbiamo dà fastidio a chi non ha i nostri numeri»). Oppure al gossip sanremese per il quale la Amoroso starebbe “aspettando” Sanremo per usare il pezzo scritto per lei da Kekko(«Forse non è nel suo disco perché non all’altezza, chiedetelo a lei. Ale è un’amica, ma se vuole quella canzone deve chiedercela»). A Vasco riserva invece parole di miele: «Ricevere i suoi complimenti è stato splendido. Mi piacerebbe lavorarci, ma non duetta con nessuno. Pazienza, l’importante è che stia bene». Insomma, forti dei propri risultati, i Modà sono ancora sulla cresta dell’onda, e lo saranno anche in questo 2014 di fuoco. A suon di live. Perché la Gioia, ça va sans dire, non è mai abbastanza.

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