Interviste

Neffa presenta il nuovo album «Vorrei solo che venisse ascoltato senza pregiudizi»

Neffa Molto Calmo Intervista

È uscito Molto calmo, settimo disco di studio di Neffa. Abbiamo incontrato l’artista campano perchè fosse lui a presentarcelo e a inquadrarlo nella sua carriera. Ci ha spiegato perchè un passato ingombrante non debba pregiudicare la propria visione del futuro.

Andare avanti, sempre e comunque. Quella di Neffa è una lotta costante con il proprio passato, per via del continuo confronto tra i suoi nuovi lavori e quelli che risalgono al suo periodo hip hop, quando era «uno dei 10 migliori rapper in Italia, anche perché in tutto eravamo 15» come ci racconta lui stesso. E aggiunge «a cantare non sono neanche tra i primi cento, forse tra i primi mille». Perché da più di dieci anni a questa parte Neffa canta, per inseguire una dimensione a lui più congeniale «Ho scoperto che il rap mi veniva bene ma non mi permetteva di esprimermi del tutto. Non mi è mai piaciuto sentirmi stretto in una definizione».

Molto Calmo è il settimo disco di Giovanni Pellino (questo il suo vero nome), il quinto dopo la svolta soul, ed è caratterizzato dalla voglia di lasciarsi alle spalle certi paragoni: «Venivo da un periodo in cui avevo cercato di uccidere Neffa. Per me era già stata emessa una sentenza. Ma se tutto quello che faccio deve essere messo in ombra da quello che ho fatto prima, allora che senso ha? Poi ho scritto casualmente Quando sorridi, mi si è riaperto il rubinetto e ho capito che non potevo uccidere Neffa, perché la musica se ne fotte e viene fuori lo stesso. Sono le canzoni a fare Neffa, non è Neffa a fare le canzoni. Ecco, adesso parlo di me in terza persona come Maradona» sdrammatizza.

Il disco ha un significato ben preciso «Io mi vedo con un futuro. E vorrei che queste canzoni fossero ascoltate senza pregiudizi. Approcciare la musica con un preconcetto è un crimine, le impedisce di toccarti l’anima». Molto calmo presenta sonorità più attuali rispetto ai dischi precedenti, è caratterizzato da una sessione ritmica più incalzante e un’apertura dei pezzi quasi psichedelica: «Per scherzo dico che le canzoni Molto calmo, Per sognare ancora e Sopra le nuvole sono figlie di alieni. Non so da dove vengano. E successa la stessa cosa quando scrissi Mondo nuovo, ogni tanto la riascoltavo e mi stupivo di averla scritta io. Per me quello che succede dentro uno studio è qualcosa di mistico, non è faccenda degli uomini».

Neffa è un fiume in piena. Parla della nascita del disco e intuisci che scrivere canzoni, per lui, è qualcosa che va al di là della volontà. Spiega come alcuni pezzi, come Per sognare ancora, li abbia conclusi poco prima di consegnare il demo definitivo e di come sia orgoglioso di questo disco, realizzato con l’intenzione di replicare l’intensità di Sognando contromano: «Quando scrivo una bella canzone mi sento una persona migliore. Se una canzone riesce ad essere utile quanto una zeppa che non fa ballare il tavolo vuol dire che vale tantissimo. Sono “storie che non esistono” (dice citando una canzone del nuovo album, ndr), sono cose invisibili, che non necessariamente servono. Riempiamo una porzione di silenzio con la musica. Quando qualcuno mi dice che la mia musica lo ha emozionato, o lo ha accompagnato in un momento difficile è straordinario. Io ho bisogno che le mie canzoni facciano questo».

I brani del nuovo disco saranno presentati per la prima volta nel tour attualmente in corso che, tra le altre date, ha fatto tappa al Carroponte di Milano, un concerto molto soul. Ecco cosa mi ha anticipato sui prossimi spettacoli:

Poi viene fuori una notizia inaspettata. Nella versione fisica del disco è presente una ghost track. Dopo un ritornello cantato, Neffa torna a rappare come ai tempi di Chicopisco, alla sua inconfondibile maniera. Lui sminuisce il tutto: «Lavorando sui beat ogni tanto qualche rima ti esce. il rap è come andare in bicicletta, non è che te lo scordi. Ma in quel pezzo non c’è un messaggio o un retro pensiero. È solo che se puoi fare dieci metri in bici, li fai».

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