Interviste

Negramaro pronti per il tour: «Viviamo ogni concerto come se fosse un film»

Negramaro Tour 2013

I Negramaro riprendono il tour 2013 da Milano. Giuliano Sangiorgi ci racconta come stanno proseguendo, dopo i mega eventi a San Siro e all’Olimpico di Roma, i festeggiamenti per i primi dieci anni di carriera della band salentina. Intervista tratta da Onstage Magazine, numero di novembre 2013. (foto di Roberto Panucci)

I Negramaro hanno una vera e propria vocazione per i live. Non vedevano l’ora di salire sul palco quando si trattava di macinare chilometri con un pulmino sgangherato per raggiungere, sconosciuti, i locali dei primi concerti e non vedono l’ora nemmeno oggi che, richiestissimi, sono delle star nazionali e si possono permettere il lusso (e il godimento) di suonare negli stadi (e quest’estate non è stata nemmeno la prima volta). Per questo non c’è da meravigliarsi se a novembre li vedremo ancora on stage nei palazzetti, che saranno pieni naturalmente. La “scusa” questa volta è un importante anniversario: dieci anni di carriera che meritano di essere festeggiati adeguatamente. Con un tour appunto, e come se no?

Giuliano, ci siamo. Che sensazioni avete per questa nuova tournée?
In un certo senso questa è la coda dei concerti negli stadi di luglio. A San Siro e all’Olimpico sono state due esperienze fantastiche, dopo le quali abbiamo avuto molte richieste, per cui abbiamo deciso di continuare “aprendo” il tour a tutta l’Italia. Abbiamo ovviamente dovuto relativizzare il tutto, adattandoci, soprattutto a livello di strutture e scenografie, ai palazzetti. E così porteremo i festeggiamenti per i dieci anni di carriera lì dove siamo già passati. In un certo senso è come se avessimo fatto due grandi prove, quindi sappiamo già cosa funziona bene e dove lo spettacolo sarà più emozionante. Ma i palazzetti hanno una magia diversa, che può far sì che lo stesso concerto cambi anche di molto. Anche se sono comunque grandi location, creano un’atmosfera più intima rispetto agli stadi. E fare solo una data per ogni città rafforza questa idea di esclusività.

Non essendoci un nuovo disco, i brani sono gli stessi che suonate ormai da molti anni. Come riuscite a non cadere nella routine?
Ci riusciamo vivendo ogni concerto come un film, in cui la scaletta è la trama. Mettere un pezzo in una posizione piuttosto che un’altra può sembrare ininfluente, ma non è così. Ci permette di creare intrecci tra le canzoni sempre diversi. Ci fornisce suggestioni sempre nuove. Questo tour è il nostro modo per festeggiare i nostri primi dieci anni insieme con tutte le persone con cui siamo cresciuti e che sono cresciute con noi. E poi è bello affiancare ai vecchi successi quelli nuovi; contando gli ultimi singoli e gli inediti di Una storia semplice ci sono comunque un totale di 8 brani più recenti.

Vero, ma sono canzoni che hanno comunque più di un anno, vuoi dirmi che non c’è niente di nuovo che bolle in pentola?
Ti devo dire la verità, stiamo già lavorando al disco nuovo, guardando in un’altra direzione. Anche i nuovi singoli sono brani di passaggio verso il sound dell’album che arriverà. Vedere gli stadi pieni è stato magico, rifare San Siro dopo 5 anni da quando tutto è esploso, rifarlo nella stessa maniera, con la voglia di cantare e di stare insieme, ci ha dato una carica grandissima. Questi concerti ci permetteranno di portare a casa una gran dose di energia per poi buttarla nei dischi, incanalarla verso nuove direzioni sonore. È successa la stessa cosa dopo il Casa 69 Tour: il giorno dopo l’ultima data ho scritto Ti è mai successo. L’energia che ricevo dai live mi dà la possibilità di andare più a fondo, mi permette di essere più vicino al nucleo quando racconto qualcosa.

Pensate di provare questo nuovo materiale dal vivo o preferite mettere tutto nel cassetto per riprenderlo più avanti?
Noi abbiamo una gran voglia di provare le cose nuove, e sarebbe bello poter fare un regalo a chi partecipa al concerto, non perché ha pagato il biglietto, ma per rendere quel momento davvero unico. Qualche anno fa era più facile, ma ora con Internet si relativizza tutto, se lo fai anche solo una volta si diffondono subito le anteprime online e sminuiscono l’importanza di una grande sorpresa. Il problema non è tanto che finiscano in Rete, quanto che diventi impossibile creare quel momento di intimità suggellato da una sorpresa unica.

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