Interviste

Nek e il nuovo album Unici: «Io voglio suonare tanto, sempre»

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Unici è il nuovo album di Nek, in uscita il prossimo 14 ottobre per Warner Music. L’ultima fatica di Filippo Neviani contiene undici canzoni che lui stesso definisce “undici diversi paesaggi” attraverso i quali osservare la vita, in particolare l’amore, e le sue infinite sfaccettature. A maggio 2017 l’atteso tour, che partirà dalla magica Arena di Verona: per il cantautore emiliano un sogno che si realizza dopo oltre 25 anni di carriera.

UNICI, UN DISCO TRA POESIA ED ENERGIA
«Unici» è uno slogan» ha commentato Nek. «Spiega il fatto che siamo tutti unici e spettacolari nel nostro genere. L’esistenza stessa, la vita, è spettacolare. Spesso non ci accorgiamo di questo, non cogliamo la bellezza dei dettagli. Ma sono proprio le sfumature a doverci affascinare. Il mio nuovo album nasce dall’energia forte del festival di Sanremo e del precedente disco. Però mi sento più entusiasta rispetto a due anni fa. Per diversi motivi. Forse perché oggi ho più consapevolezza. È come se fossi su un treno: fino a poco tempo fa non guardavo neanche il finestrino. Ora guardo fuori e ammiro anche il paesaggio. Riesco a dare a ogni cosa che vedo un motivo, a coglierne la poesia, ad entusiasmarmi di ciò che mi circonda».

AMICI, FREUD E IL DUETTO CON J-AX
«Unici è nato durante Amici, tra Roma e Milano. Sono contento perché è un album più elettronico dei precedenti, ma che non disdegna la parte human di chi ha suonato. Mi sono divertito a sperimentare e a giocare con diverse sonorità, anche r’n’b. L’unico duetto è quello con il mio amico Ax sulle note di Freud. Nasce dal rapporto umano. Una collaborazione eccitante, c’è meno strategia di quanto si possa immaginare. E poi nessuno meglio di lui può accompagnare un altro psicolabile come me! Ci siamo proprio divertiti a ironizzare su uno dei maestri della psicologia. Ci rivolgiamo a Freud per dirgli: sei lì che cerchi risposte, ma è inutile, non ci sono. L’amore non ha manuali di istruzione. Non si spiega».

NEK ED ERRI DE LUCA
«Questo so di me è un pezzo del nuovo disco che si ispira alla poesia Valore di Erri De Luca. È un personaggio che ammiro molto. Una volta ho ascoltato un amico che recitava proprio questa poesia e mi ha entusiasmato. Ho preso spunto per scrivere questa canzone sull’amore, che è sempre approdo e ancoraggio. Credo, come sostiene lo stesso De Luca, che la musica porti lontano la poesia e riesca sempre ad andare oltre».

IL LEGAME CON LE ORIGINI
«Unici dedico una canzone alla mia terra. Sono un nostalgico, sono molto legato al passato e alle mie radici. Ho comprato casa a Milano solo per motivi di lavoro ma ho bisogno di tornare spesso a Sassuolo, in Emilia, perché io sono uno di provincia. Ho bisogno di stare con i miei amici, nei miei luoghi d’infanzia. Le grandi città mi affascinano ma non potrei mai viverci. A Milano scrivo le canzoni, in perfetta solitudine. Ma sono legato ai piccoli centri, perché è da lì che vengo».

IL TOUR E LA PRIMA VOLTA IN ARENA DI VERONA
«Ho realizzato uno dei miei sogni. A maggio 2017 sarò in concerto all’Arena di Verona. È la mia prima vera data dopo 25 anni di carriera. Sarà un live speciale, in apertura del nuovo tour. Credo che porterò anche qualche ospite sul palco, sicuramente J-Ax. La mia vera dimensione è il live, stare a stretto contatto con il pubblico. Ho fatto quaranta concerti in teatro perché non mi bastavano 12 palazzetti. Io voglio suonare tanto, sempre. Se potessi starei un anno e mezzo in tour. Ma ho una figlia piccola e molti altri impegni. Sono un iperattivo, mi piace fare televisione, ho nel cassetto anche qualche bozza di romanzo che un giorno forse pubblicherò. E poi sto già registrando la versione spagnola di Unici, che uscirà a gennaio in America Latina e in Spagna, e sto pensando al prossimo album di inediti. Vorrei che le giornate durassero 48 ore per riuscire a fare tutto!»

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