Interviste

Noemi – Da San Francisco a Vasco Rossi

Esuberante. Colorata. Allegra. Simpatica. Vasco ha scritto Vuoto a perdere per lei. Fiorella Mannoia l’ha presa sotto la sua ala. Esce oggi il suo nuovo album, RossoNoemi per Sony Music. Veronica Scopelliti, in arte Noemi, ha appena iniziato.

Hai registrato il tuo disco a San Francisco. Com’è andata questa esperienza?

Benissimo. Sono stata venti giorni a San Francisco. Iniziavamo a lavorare alle 14, quindi ho avuto tutte le mattine libere per girarla. Ho lavorato con Corrado Rustici, che è un arrangiatore, produttore di livello internazionale e vive a San Francisco. Abbiamo registrato in uno studio di Berkley. Molti dischi come Super Natural di Santana sono stati incisi lì. Anche l’energia del posto ha influito molto, perché il risultato è un disco “suonato”, l’elettronica è stata limitata alle atmosfere. Ho scelto le canzoni anche pensando alla dimensione live. Musicalmente, è un album deciso, mischia rhythm and blues, il blues e il rock post moderno. Tutti i suoni sono vintage, ma rinnovati. È questa la ricerca che un produttore bravo fa. Un produttore come Corrado Rustici.

RossoNoemi sembra un album di rottura. È un progetto che senti “tuo” a tutti gli effetti?

Certamente, perché i musicisti li ho chiamati io, ho lavorato personalmente sulle mie idee. Sono molto contenta, per me è stata un’opportunità incredibile perché non succede tutti i giorni di aver accanto Kaballà, Pacifico o Diego Mancino. Sono stata molto contenta e molto soddisfatta, perché sono io al 100%, dalla copertina alle canzoni. Mi rende molto fiera in un momento come questo in cui c’è molto conformismo, le copertine sono tutte uguali. Ho pensato di fare un lavoro grafico che attirasse l’attenzione, portando in copertina le cose che mi rappresentano, da X-Factor al ponte di San Francisco.

Molte sono le collaborazioni che hanno costellato questo tuo inizio di carriera.

Su tutti devo ringraziare Fiorella Mannoia, perché molto dello spessore che mi si attribuisce è grazie a lei, che  mi ha insegnato molto e con la collaborazione e la stima che mi ha dimostrato è stata fondamentale. Senza di lei molti mi avrebbero visto con occhio diverso.

Come sarà il tuo tour? Hai già pensato a come porterai live RossoNoemi?

Le tracce le abbiamo pensate già in fase di registrazione per la dimensione live. Anche con Corrado abbiamo pensato a degli arrangiamenti in vista del tour, la cosa molto bella di questi arrangiamenti è che danno tanto spazio alla musica. Ormai si da troppo spazio alla voce, qui invece ci sono molti solo, è un piccolo mondo da riportare dal vivo con i musicisti.

Com’è nata la collaborazione con Vasco? Com’è andata?

È nata quando ho confidato a un giornale il mio sogno nel cassetto, che per una canzone di Vasco sarei stata disposta a lavare i piatti per un anno. Vasco ha letto il pezzo, è andato ad ascoltare i miei brani ed è rimasto colpito da come appoggio le parole, dal timbro, dalla mia personalità. Mi è piaciuta molto la ricerca che ha fatto su di me. Il giorno che l’ho incontrato mi ha detto: «Ci tenevo  a fare un bel testo, neanche per uno mio ci ho lavorato così tanto». È stato un onore cantare un pezzo suo. Durante il “Buoni o cattivi tour” io ero sotto il palco e speravo che prima o poi potessimo incontrarci.

C’è però una parola che ha creato dei dubbi nel testo di Vuoto a perdere.

Si, la parola “cellulite” (ride). È bello partecipare a dei progetti che destabilizzano, che magari ti fanno anche rimanere male, perché passare indifferenti è la cosa peggiore per un cantante. Poi Vasco con quella parola vuol manifestare la metafora della vita, di come noi la viviamo ma lei ci attraversa. Lui è fantastico. Ha cantato anche Vuoto a perdere nella mia tonalità, ci teneva che venisse bene. Non ha la percezione di quanto lui sia stato importante per molte persone. Per me lui rappresenta l’anello di congiunzione tra la musica melodica italiana e il gusto musicale internazionale, dai Led Zeppelin a Frankie Goes To Hollywood, a De André.

 

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