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Noemi, al via il tour nei teatri: «Spero che il pubblico sradichi le poltrone»

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Noemi sta per iniziare il tour nei teatri. Dopo il trasferimento a Londra, un disco molto atteso finito in testa alle classifiche, Sanremo, The Voice la cantante romana è pronta a tornare sul palco. Foto di Julian Hargreaves. Intervista tratta da Onstage Magazine, aprile 2014.

Parte domani da Milano il tour nei teatri di Noemi. La cantante sarà impegnata ad aprile e maggio in dieci appuntamenti che si svolgeranno nelle migliori città italiane. Ecco come si sta preparando la cantante ad affrontare i prossimi concerti.

Hai un anima rock e vieni spesso definita una voce blues, come mai il teatro?
E’ un posto fantastico perché riesce a creare l’atmosfera di un mondo a parte, cosa che non succede nei locali. Nel mio caso, i teatri diventeranno come un paniere di energie, con vibrazioni positive e forti. Spero che il pubblico reagisca andando controcorrente, che sradichi le poltrone e inizi a ballare e cantare.

Hai in mente di ospitare qualcuno sul palco?
Non mi va di fare nomi perchè non vorrei che qualcuno vedendosi citato su siti e giornali si sentisse sfruttato. Comunque, tutte le persone che conosco sono in tour e sarà un problema incastrarci con le date. L’anno scorso sono venuti Fiorella Mannoia e Gaetano Curreri ed è stato divertente.

Al Festival di Sanremo il tuo look ha fatto molto parlare, pensi di adattarlo all’ambiente teatrale o punti di nuovo a stravolgere le regole?
Ora che ho scoperto questa tipologia di abiti e colori, non li lascio più! Mi sto divertendo molto, ci saranno un paio di cambi sul palco e non passeranno inosservati… Anche se di sicuro non mi presenterò vestita di carne come Lady Gaga! Ci atterremo a un dress code, voglio che anche quello che indossiamo esprima l’atmosfera del concerto e delle canzoni.

Recentemente ti sei trasferita a Londra, a una persona che volesse visitarla quali posti consiglieresti?
Di sicuro tutto l’East End. Shoreditch con i suoi mercati e negozi, Brixton che è stupenda e Camden Town, che ora si è data un tono più futuristico rispetto al passato. A parte il folklore, penso che l’East sia forse il posto migliore per farsi sorprendere, musicalmente e artisticamente.

E cosa porti dell’Inghilterra sul palco?
L’atmosfera: ci saranno delle scenografie che la ricordano e, come già nel disco, sonorità che la richiamano. Vorrei che il pubblico entrando in teatro avesse la stessa sensazione che ho provato io quando ho messo piede a Londra per andarci a vivere. Ci sarà un pianoforte a forma di taxi cab, speriamo che si riesca a farlo salire sul palco!

Sei scaramantica?
Le scaramanzie sono delle scatole in cui ci si rinchiude e rifugia, mi fanno venire l’ansia al solo pensarci. Stando a contatto con Raffaella Carrà (insieme a lei uno dei coach di The Voice, ndr), che è super scaramantica, mi sono accorta che non ce la farei mai ad esserlo. Credo nella fatica e nello stare concentrati sul pezzo, ma non nego che la fortuna abbia il suo peso. Non credo però che vada cercata: se ti incastri nei rituali, la fortuna si spaventa e se ne va.

Dopo il Tapiro è arrivato il Telegatto.
Il Telegatto l’ho vinto per una cosa a cui tengo molto: il contatto con i fan e la presenza su Internet. Me lo sono portata a casa e gli ho anche comprato una ciotolina per mangiare e bere. Il Tapiro invece perché si presume che Per tutta la vita (canzone che ha portato a Sanremo nel 2010, ndr) sia un plagio. A pensarci bene sono due status symbol, si faranno compagnia.

La tua musica è cambiata in questi anni e altrettanto si può dire del colore dei tuoi capelli.
Le tinte vanno di pari passo con ciò che ho fatto. All’inizio della carriera uno è sempre più timido, vuole entrare in punta di piedi: il rosso era un grido di aiuto, perché volevo essere ascoltata.  Ora che sono più rilassata e che ho realizzato questo disco veramente come lo volevo, sono tornata a essere me stessa in maniera più serena, senza l’urgenza di essere vista a tutti i costi. Quel rosso, secondo me, lo vedevano pure dal satellite.

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