Interviste

Of Monsters And Men: Little Talks e molto altro

La loro Little Talks è diventata in poco tempo un tormentone. Le radio la trasmettono tre, quattro, cinque volte al giorno. La Vodafone l’ha utilizzata per uno spot e così gli Of Monsters And Men sono diventati un piccolo caso discografico. Ma hanno molto altro da raccontare.

Of Monsters And Men Little Talks intervistaQuando entro nella sala interviste della Universal mi accolgono Ragnar “Raggi” Þórhallsson e Brynjar Leifsson. Nei giorni precedenti ho ascoltato a fondo il loro album di debutto, My Head Is An Animal e per la musica e la qualità che lo contraddistingue non mi sarei mai aspettato che dietro ci fossero dei musicisti così giovani. Ma l’Islanda è un posto che ti sorprende. Björk e i Sigúr Ros sono solo alcuni dei nomi che quella terra di ghiaccio e sogni ha regalato al mondo.

Loro sono il cantante/compositore e il chitarrista degli Of Monsters And Men, un gruppo formato da sei membri in studio ai quali si è aggiunta – in tour – la trombettista Ragnhildur Gunnarsdóttir. «Ci siamo formati attorno a Nanna (Bryndís Hilmarsdóttir, classe ’89, ndr), che aveva un progetto solista – ci racconta Raggi – e Brynjar aveva già suonato qualcosa insieme a lei. Da lì è uscita l’opportunità di partecipare alla battaglia delle band islandesi chiamata Musiktilraunir. È li che abbiamo capito di essere un gruppo».

Tutte le storie che stanno dietro alle grandi band hanno un inizio come questo. Mi sarebbe piaciuto vedere le facce di quelli che li hanno visti quella sera. Ora non li riconoscerebbero probabilmente, anche se quel nome, Of Monsters And Men, non può lasciarti indifferente. «L’ho inventato io – prosegue Ragnar – era qui, nella mia testa e un giorno è uscito. Da solo. Avevo in mente una comic strip che parlava di mostri e uomini e mi ha ispirato perché ho pensato fosse in linea con quello che stavamo facendo». E poi è un nome fico, come dice Brynjar. «Ero al bowling con i miei amici quando mi chiama Nanna. “Ti va di venire a suonare stasera?”. Era per il contest delle band. “Abbiamo questo nome, Monsters And Men”. “Ah, suona bene. Fico”, le dico. Quella sera feci la miglior partita della mia vita a bowling».

È questa semplice naturalezza che li fa sembrare così lontani dal music business che tanto corrode. La loro spontaneità rende speciale il loro primo disco. «È il frutto di tutti i posti in cui siamo stati. Abbiamo scritto molte canzoni e il risultato è una selezione di racconti, come Little Talks». Una canzone capace di catapultarli nelle orecchie di tutto il mondo. «Ci ha sorpreso molto il successo che ha riscontrato, sia per il genere musicale, perché una canzone fondamentalmente folk, sia perché molte band islandesi hanno avuto questa capacità, come Björk e Sigur Rós, e noi non avremmo mai pensato di essere una di queste realtà, né tantomeno di poter vendere dischi in tutto il mondo (My Head Is an Animal è stato certificato album d’oro in Canada e Germania, ndr)».

Quando il 16 settembre 2012 hanno suonato a Milano, in Triennale, hanno stregato il pubblico presente. «È stato bello, è stato uno show intimo ma la gente era davvero entusiasta, conosceva le canzoni e l’atmosfera era davvero positiva, le vibrazioni ci hanno sorpreso. Non vediamo l’ora di tornare». E sarà il 2013: il 18 marzo suoneranno all’Estragon di Bologna e il 19 al Piper di Roma, mentre il 9 luglio saranno headliner della rassegna Sexto ‘Nplugged in Piazza Castello a Sesto Al Raghena, in provincia di Pordenone (clicca qui per tutti i dettagli). Segnatevele.

Of Monsters And Men Little Talks intervista

Commenti

Commenti

Condivisioni