Interviste

Piero Pelù, tour solista «Per chiudere una parentesi»

Piero Pelù tour solista

Piero Pelù torna sul palco per un tour solista. I fan dei Litfiba non si allarmino, l’istrionico cantante ha le idee molto chiare sul senso di questo progetto. Una cosa è certa: quando c’è di mezzo Piero, c’è di mezzo il rock. (Intervista tratta da Onstage Magazine, aprile 2014). Foto di Paolo De Francesco.

Tra una puntata di The Voice Of Italy 2 e l’altra, Piero Pelù troverà anche il tempo di tornare a suonare dal vivo. Ad aprile infatti l’artista fiorentino sarà impegnato in una breve tournée che lo vedrà protagonista a Roma (il 5 all’Atlantico), Padova (il 12 al Gran Teatro Geox), Milano (il 16 all’Alcatraz) e Firenze (il 18 all’Obihall). Una buona occasione per proporre il meglio della carriera solista, una parentesi nella sua lunga militanza nei Litfiba, seguendo le coordinate tracciate nel greatest hits Identikit (uscito a novembre 2013). Proprio da questo disco inizia la nostra chiacchierata.

Una raccolta. Perchè?
Lo definirei un racconto più che raccolta, ci sono due inediti e alcuni brani del passato risuonati e attualizzati. Tenevo molto a completare la Trilogia della Comunicazione, racchiudendo in un unico lavoro la mia strada da solista dal 2000 in poi.

Strada che ti ha visto alle prese con sonorità pop ed elettroniche, uno shock per i tuoi fan della prima ora…
Guarda, non credo di aver mai fatto dischi esplicitamente pop. Se vogliamo dirla tutta probabilmente Infinito (del 1999, ultimo album dei Litfiba con Pelù dietro al microfono prima della sua uscita dalla band, ndr) è stato l’unico lavoro realmente pop che ho pubblicato in tutta la mia vita. Indubbiamente il mio sound del Duemila era diverso, era un rock-pop influenzato dall’elettronica e da molte sonorità differenti, ma non penso si possa parlare di fase pop.

E’ però evidente che tra Soggetti smarriti e In faccia qualcosa sia scattato dentro di te.
Questo è vero, d’altra parte con In Faccia cominciò nel 2006 la Trilogia della Comunicazione e fu una presa di coscienza evidente. Capii che il rock era sempre stato il mio vero mondo, in precedenza mi ero lasciato prendere la mano dalle sperimentazioni e dalle macchine che avevo allo Studio Ozone, solo dopo mi resi conto che stavo perdendo di vista il mio obiettivo primario.

In faccia in effetti fu una bella sorpresa per tutti.
Anche per me, riuscì a riportarmi al rock con naturalità, senza farmi dimenticare lo spazio concesso in precedenza alla melodia e ai brani acustici, non per niente anche il successivo disco Fenomeni era parecchio diretto. Da lì alla reunion con Ghigo il passo fu breve.

A proposito, ora cosa succede ai Litfiba visto che vai in tour da solo?
Ecco sapevo che me l’avresti chiesto! Sono Piero Pelù, il cantante dei Litfiba. Questa frase probabilmente la ripeterò anche dal vivo, nessuno deve preoccuparsi di questa mia parentesi come solista, i Litfiba rimangono la priorità per tutti. Semplicemente dopo anni di successi e grandi soddisfazioni, questo era il momento giusto per chiudere delle parentesi che erano rimaste aperte.

Quindi sul palco ti vedremo scatenato come nell’ultimo tour con Maroccolo e Aiazzi?
Saranno certamente delle serate ricche di energia, l’adrenalina sarà a mille e il divertimento non mancherà. Tuttavia sarà una versione di me differente, non mi sognerei mai di cercare di imitare la grandezza dei Litfiba. Sarò sul palco per fare un paio d’ore ad alto voltaggio, conto di mandare a casa la gente sulle ginocchia, non ci saranno ostaggi te lo garantisco!

Chi ci sarà con te sul palco?
I miei Bandidos, ovvero Giacomo Castellano alla chitarra, il Flea italiano Ciccio Licausi al basso, l’esplosivo Luca Martelli alla batteria e Federico Sagona alle tastiere. Saranno serate con zero effetti speciali e nessuna americanata, sono anti-hollywoodiano in questo senso. Il concerto si baserà sul binomio semplicità-energia, gli spettacoli dove si vede l’artista sono i migliori, nessun contorno, tutta sostanza.

In realtà un po’ di contorno ci sarà, è previsto anche un ospite importante no?
Sì in questo senso sì. Sono molto contento di poter ospitare sul palco un’artista come Manuel Agnelli che con gli Afterhours ha scritto e pubblicato dischi stupendi. Insieme a lui ci sarà anche Francesco Guasti, uno dei talenti della scorsa edizione di The Voice che alle audizioni cantò un pezzo degli AC/DC in modo clamoroso. Credo sia molto bello mettere insieme due generazioni di rocker diverse e accomunate dalla stessa passione. Passione per una musica che dura a lungo e si mantiene, a dispetto di un mondo che veicola gusti e mode senza sosta. Il rock c’è sempre stato e sempre rimarrà, anche se troppo spesso i grandi mezzi di comunicazione provano intenzionalmente a dimenticarlo.

E in questo caso ci sarai tu a ricordarlo anche a chi guarda The Voice.
Assolutamente, è la mia missione far ascoltare il rock vero a un pubblico generalista. Quest’anno sarò ancora più determinato nel farlo, puoi scommetterci!

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