Interviste

Raphael Gualazzi: «Love, Life, Peace sono ciò di cui abbiamo bisogno, soprattutto in questo momento»

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Quando talento, estro creativo, sperimentazione e, soprattutto, amore smisurato per la musica si incontrano, ecco che nascono piccole magie come Love Life Peace. Si intitola così l’ultimo album di inediti, il terzo, di Raphael Gualazzi. L’artista marchigiano ha sempre stupito e affascinato con le sue canzoni, per la poesia dei suoi testi e l’originalità delle sonorità. Questa volta è andato oltre lasciandosi travolgere dalla bellezza della cultura e della tradizione italiana, ma anche dalla forza e dal ritmo di Paesi lontani, come il Sud America. Un incontro di idee, stili e generi musicali differenti per raccontare dodici storie che profumano di amore e di speranza.

LOVE LIFE PEACE, TRA PASSATO E PRESENTE
«Il titolo dell’album vuole mettere in luce tre parole molto importanti. L’intento non è descrivere ciò che capita nella mia vita personale, ma riflettere su ciò che ci sta attorno. Love, life, peace. Basta questo. Perché c’è bisogno di un messaggio chiaro e semplice, soprattutto in questo periodo così difficile che stiamo vivendo» ha spiegato Raphael. Anticipato dal singolo L’estate di John Wayne, il disco si compone di 12 canzoni che trattano temi differenti. Si parla di consumismo (Lotta Things), di solitudine (All Alone) e di adolescenza (Right To The Down). Ma al centro c’è l’amore, con le sue sfumature e i suoi mille volti (Say I Do, Splende il mattino, Love Life Peace And You).
«E poi c’è Buena Fortuna, un brano speciale per me, che unisce il mondo pop e quello latino. È una sorta di augurio rivolto a me stesso ma anche agli altri, per tutti i momenti della vita. È un invito a seguire il proprio cuore, le pulsioni dell’anima, quindi la verità. In questa canzone duetto con Malika Ayane, perfetta nella sua interpretazione: ha saputo dare un tocco magico al pezzo scritto da Gino Pacifico».

MONDELLO BEACH E L’ITALIAN STYLE
Mondello Beach è forse la traccia che spiazza maggiormente, come spiega lo stesso Raphael: «Raccoglie stili musicali differenti per celebrare la storia del jazz. L’idea mia e di Matteo Buzzanca (che ha prodotto e arrangiato tutto il disco, ndr) è stata quella di creare un trait d’union tra i sapori e i ritmi della musica popolare siciliana e le sonorità di New Orleans. Il testo parla di un musicista italo-americano che si immagina amico di Nick La Rocca, artista di origine siciliana che negli Usa registrò il primo album jazz della storia. Ho pensato alla bellezza della Sicilia, al patrimonio culturale di questa meravigliosa regione. Mi ha sempre affascinato molto. Lo canto anche nel testo della canzone, in dialetto ragusano-americano: ‘non devi viaggiare tanto per trovare le cose più preziose’. E noi, in Italia, di meraviglie ne abbiamo davvero parecchie».

UN TUFFO NEGLI ANNI ’60, ’70 E ’80
«Stiamo attraversando un momento particolare della musica. Forse stiamo vivendo quello che era il manierismo nell’arte. Si tende a prendere ispirazione dai grandi maestri del passato. Ad esempio, io amo tutte le opere di Federico Fellini. I suoi film sono immortali. Penso ad Amarcord, ai suoi personaggi capaci ancora oggi di riportare in vita immagini della nostra tradizione e della nostra cultura, simboli che non saranno mai intaccati dalla globalizzazione e rimarranno importanti per l’incredibile forza che genera poi le diversità regionali. Penso al modello di famiglia raccontata, presente ancora oggi in Romagna e nelle Marche. Simboli identitari che sprigionano creatività e ci rendono famosi e invidiati nel mondo». E con Love Life Peace, Gualazzi riporta alla memoria un passato da riscoprire, percorrendo le strade dell’r’n’b, del jazz, del pop, del funk e del british soul. «Canto in italiano e in inglese, mi diverto a giocare e shakerare echi e suoni degli anni ’60, ’70 e ’80, tra ballate, groove e suoni vintage».

LA VERSIONE B
«Le composizioni di questo nuovo disco, dal punto di vista strutturale, mi hanno dato grande soddisfazione» ha confessato. «E in tour ci divertiremo molto. I nuovi brani, infatti, troveranno sul palco una dimensione ancora più magica rispetto alla versione dell’album. Durante i concerti sarò accompagnato da sette musicisti, per trasmettere al meglio tutte le emozioni e le atmosfere di questo importante progetto. Ci saranno strutture più dilatate, aggiungeremo frasi e strumenti alle canzoni, insomma, porteremo sul palco una vera e propria versione B di Love Life Peace. Il concerto rispecchierà ciò che sono io e come vivo la musica, soprattutto in questo momento».

LA MUSICA SECONDO RAPHAEL
«Ho deciso di fare questo nuovo disco perché ho bisogno di sentire la musica sempre più vicina a me, al mio cuore. Ho voluto al mio fianco Matteo Buzzanca e insieme abbiamo creato un percorso importante. Sono andato a suonare a Palermo, lui è venuto a sentirmi con la sua compagna. Ci siamo incontrati subito dopo il live. Mi ha proposto un brano che ancora non aveva un titolo ben definito. Un pezzo ancora incompleto ma che ho amato subito, per l’atmosfera che riusciva a creare. Ci abbiamo lavorato un po’ e da lì è nata Splende il mattino, una canzone che richiama i grandi classici soul degli anni ’60 e che esplode sul finale con sonorità pop-rock. Dalla collaborazione con Matteo si è sprigionata una bella energia creativa e sono nati anche altri brani. Quando si compone con altri musicisti si entra nell’intimità delle strutture armoniche e nel vibe della loro opera. È come se si imparasse qualcosa in quel momento. La musica è un arricchimento reciproco, è uno scambio continuo».

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