Interviste

Renato Zero: «Alt, un disco di passione e di denuncia dell’oggi»

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di Silvia Marchetti
Foto di Roberto Rocco

Renato Zero torna a far sentire la propria voce e grida a tutti: «Alt». Con il suo nuovo album di inediti, l’artista romano dice la sua, senza ipocrisia né falsi moralismi, su temi delicati e di grande attualità, dalla famiglia alla fede, dalla politica alla violenza, ricamando 14 canzoni rivoluzionarie e provocatorie. E’ un Renato Zero libero e ispirato come non lo abbiamo mai visto, in forma smagliante e pronto a calcare, dopo ben 18 anni di assenza, lo straordinario palco dell’Arena di Verona. Un doppio appuntamento live in programma il 1 e il 2 giugno 2016 e che lo stesso cantautore ci racconta in conferenza stampa a Milano.

L’ARENA DI VERONA, 1 e 2 GIUGNO 2016
«Sono emozionato, mi tremano le gambe come fossi un bambino» – confessa Renato Zero, accennando un sorriso – «Sono passati tanti anni e sul palco dell’Arena di Verona ho lasciato splendidi ricordi ma anche un malleolo (riferendosi all’infortunio alla caviglia durante la sua ultima esibizione, ndr). I concerti di giugno saranno l’occasione per far sentire dal vivo il mio nuovo album, Alt, a cui tengo particolarmente. Ho scelto il Veneto perché è una regione che mi ha dato tanto, una delle prime che ha creduto in me, quando ancora non ero nessuno e tutti mi insultavano e mi rifiutavano. Sarà una nuova sfida per me stesso».

ALT, UN ALBUM RIVOLUZIONARIO
«Alt, non mi arrendo! Il nuovo disco rappresenta la stagione che sto vivendo in questo momento della mia vita» – racconta l’artista – «E’ diverso dai miei precedenti lavori, incentrati sul futuro. Qui si parla del presente. Nelle 14 tracce canto l’urgenza di questi tempi così duri. E’ stato un obbligo, per me, tornare a scrivere canzoni e affrontare certe tematiche. Parlo di fede, ad esempio in Gesù, di cui si sente, oggi più che mai, l’assenza. Canto anche dell’amore in tutte le sue sfumature, come ne Il cielo è degli angeli, dedicato alle coppie che si lasciano perché non sanno più cosa è il rispetto reciproco e la pazienza, anche di fronte ai figli. Affronto temi legati all’ecologia e alla politica, come nel caso di Nemici miei, tra tessere di partito smarrite e pullman di anziani condotti dalla trattoria al seggio elettorale. Rifletto sul cambiamento e sul tempo che passa, sul bisogno di sottrarlo alla noia e al malessere, sull’importanza di rallegrarci, nonostante tutto. E festeggio la mia rivoluzione, un’esistenza fatta di scelte pesanti, coraggiose, necessarie, invitando i ragazzi di oggi ad avvertire l’esigenza del cambiamento e ad avere il coraggio di alzare la testa. Sempre. E lo dice uno che ha preso tanti schiaffi in faccia nella propria vita».

HO ADOTTATO UN FIGLIO, PER NON SENTIRMI SOLO
«Lo ammetto, ho avuto paura della solitudine. E, per combattere questo demone, ho adottato un figlio. Un figlio che amo con tutto me stesso e che mi ha donato due splendidi nipoti. Perché questa idea di famiglia deve essere un problema? Oggi si parla tanto di famiglia, c’è chi si permette di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato in amore. Nessuno ha il diritto di giudicare! Lo dico anche nel mio nuovo album, descrivo questa società malata di falsità, superficialità, violenza, rabbia, intolleranza».

LA POLITICA, L’ITALIA, LA GENTE VERA
«Alt è dedicato alla gente che ha cuore, alle persone che hanno bisogno di un abbraccio e di conforto. Purtroppo mi rendo conto che l’Italia è un Paese spogliato, basta pensare alla mia città, Roma, a come è stata ferita e impoverita, anche umanamente. Sempre più donne e uomini hanno bisogno di aiuto, morale e materiale. Io stesso sento la necessità di un contatto vero, di frequentare la strada, non vescovi, sindacalisti o politici che se ne fregano del malessere della gente e danno solo cattivi esempi. Dobbiamo abbracciarci di più, stringerci, avvicinarci, ascoltarci, per affrontare questa corsa continua e frenetica che è la vita».

RENATO ZERO, IL SOLLECITATORE
«Io non sono un cantante, sono un sollecitatore. Ecco il mio nuovo mestiere» – racconta, divertito, Renato Zero – «Mi piace stimolare gli interventi altrui, dare voce a chi voce non ne ha o ne ha poca, a chi non può contare su aiuti, scorciatoie o raccomandazioni per trovare un lavoro, per vivere. Voglio spronare i giovani, le nuove generazioni, a tirare fuori la grinta, a trascorrere meno ore davanti a smartphone e computer, ad abbandonare ogni tanto il web, la dimensione virtuale, per riprendersi la vita vera, la realtà, la passione e il proprio futuro. Questo mondo non ti permette di stare fermo, ad aspettare che cada la manna dal cielo».

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