Home Interviste

Renzo Rubino dai night a Sanremo: «Esiste un solo amore. E va tutelato»

Dai night club di Fasano, al tempio del pop nostrano: il palco dell’Ariston per Sanremo 2013. Lui è Renzo Rubino. Ventiquattro anni e una faccia simpatica. Lo abbiamo incontrato il giorno dopo il suo esordio al Festival.

Renzo Rubino Sanremo 2013Il giorno dopo il trionfale esordio di mercoledì sera al Festival – categoria Giovani-, Renzo Rubino si è presentato in sala stampa. La sua conferenza è più originale delle altre. I giornalisti più coinvolti. «Ecco la storia di Renzo», incomincia raccontandosi in terza persona con piglio ironico e l’aiuto di una tastiera con cui si accompagna. «Ha cominciato suonando nei night. La sua scaletta la sceglieva Anka: lei si spogliava, lui suonava». Improvvisa un paio dei pezzi che accompagnavano i suoi streap: da Vivo per lei («quando toglieva il reggipetto»), alla pucciniana Nessun dorma («per quando levava le mutande»). Si diverte a elencare le sue vicissitudini. «Ho parlato con il mio cactus portafortuna, Ugo, per capire se potesse spiegarmi come siamo arrivati fin qua».

Nessuna eccessiva ansia da prestazione, prima di calcare il palco di Sanremo: «Non ho mai voluto pensare a questa come a una gara, la prendo come una settimana di vacanza che mi hanno regalato. Che poi è anche vero perché, in effetti, paga la Warner». Ieri è uscito il suo primo disco Poppins, su etichetta Warner appunto. «Nell’album troverete le 12 facce di Renzo. Ascolto da Piero Ciampi a Lady Gaga, non sento una forte appartenenza musicale. È come la valigia di Mary Poppins: 12 sorprese, legate dalla nostalgia dei bei ricordi».

Poi arriva l’argomento saliente: l’amore gay raccontato dalla sua canzone sanremese, Postino (amami uomo). «All’inizio il titolo si limitava a Il postino – spiega – amami uomo l’hanno aggiunto i discografici perché così funzionava di più», aggiunge con una sincerità spiazzante. Nessun outing sulle sue attitudini sessuali, come i giornalisti avrebbero sperato, solo una puntualizzazione eloquente: «Ho scritto la canzone un anno e mezzo fa. È solo una storia. Vera. Per me l’unico potere che hanno le canzoni è quello di di far stare bene le persone. E questo era quello che volevo fare con la mia. Credo che esista un solo amore, senza differenza di genere. E va tutelato». One love, cantava Bob Marley.

Renzo Ha solo 24 anni. L’abbiamo detto. Per questo ha simpaticamente stupito quando, alla domanda su quale canzone avrebbe scelto per la serata “Sanremo- story” di venerdì, se fosse stato tra i big, usando la tastiera ha intonato Che brutto affare, trashissimo brano danzereccio di Jo Chiarello, del 1981. Pieni voti. Anche in simpatia.

Commenti

Commenti

Condivisioni