Interviste

Saturnino protagonista anche in TV con Guerrieri: «Non sono il classico presentatore»

Saturnino Guerrieri

Dopo la grande tournée al fianco (come sempre) di Jovanotti, Saturnino esordisce come conduttore televisivo con Guerrieri – Storie di chi non si arrende, in onda su La7 il venerdì alle 22.40. E per una volta con lui non si parla (solo) di musica.

Prima di parlare della tua nuova avventura, facciamo un piccolo passo indietro fino al tour estivo negli stadi con Jovanotti. Che effetto ti fa ripensarci? È molto strano, ammetto di aver avuto un crollo emotivo pazzesco, ma credo sia piuttosto naturale. Abbiamo fatto tredici concerti fuori dal mondo, in una dimensione parallela a quella reale, dove tutto è gigante. È molto inconsueto per una band italiana fare una cosa del genere: se sei i Depeche Mode, per dire, sei abituato a muoverti in quel tipo di contesto, lo fai con naturalezza, ma per noi era davvero bizzarro e quindi l’abbiamo vissuto come una cosa speciale e irripetibile.

Quindi ora tocca riabituarsi a spazi più piccoli? Non è un vero problema, io amo suonare, sia nei locali piccoli che negli stadi, ma è indubbio che quel tipo di esperienza rappresenti la soddisfazione più grande, lo scalino più alto. Ti dico la verità: dopo la data di Torino, ero così felice del concerto e di tutto il tour che ho pensato seriamente di smettere. Tra me e me dicevo: «Può anche finire qui, in questo momento». È durato poco, qualche ora soltanto, però è stato un pensiero che mi ha attraversato il cervello. Poi mi sono venuti in mente tutti quegli artisti che hanno una carriera longeva e che riescono a restare al top per molti anni e quindi mi sono focalizzato su altro. Si dice sempre che bisogna essere in grado di capire quando è ora di lasciare il party. Ecco, spero di riuscire a farlo anche io.

Ora veniamo al vero motivo di questa intervista, ovvero a Guerrieri, il programma che stai presentando. Come sei finito a fare televisione? La risposta è veramente semplice: come spesso succede in questi casi, qualcuno mi ha coinvolto e mi ha chiamato pensando che fossi la persona giusta. Per fortuna, aggiungo io, visto che mai mi sarebbe venuto in mente di propormi per un programma del genere. Ammetto che mi piacerebbe anche solo una particina in un film di azione, sono un grande appassionato di cinema, ma non ho mai pensato di fare televisione. In realtà, più che un presentatore classico, sono un narratore. La cosa buffa è che, per farlo, ho sostenuto un provino, proprio come dovrebbe fare un esordiente e, anche grazie al fatto che spesso mi è capitato di suonare in tv, di stare davanti a una telecamera, mi sono sentito subito a mio agio. Dopo qualche settimana mi hanno richiamato per dirmi che il provino era andato bene e quindi sono partito con questa nuova avventura.

Vuoi spiegarci in breve di cosa si tratta? Per sintetizzare il tutto con una frase, potremmo dire che Guerrieri si propone di raccontare l’Italia e gli Italiani, almeno una piccola parte, attraverso storie fuori dal comune di gente che non si arrende e non cede davanti alle difficoltà. Si va da cose più “leggere” come Amir, un rapper romano di origini egiziane e della sua voglia di farcela a dispetto dei pregiudizi razziali nei suoi confronti, a Laura Rampini, che è la prima paracadutista paraplegica al mondo, una donna con una forza mentale incredibile, la stessa che usa per aiutare e assistere altre persone nella sua situazione. Capisci che, da uomini e donne di questo tipo, c’è da imparare una grande lezione di vita: non sempre partire svantaggiati è un handicap, se si possiede la volontà di perseguire i propri sogni.

Qual è il prossimo sogno di Saturnino allora? Continuare a fare musica, come sempre. Sto lavorando su commissione a un progetto top secret e le prime cose che ho fatto sentire sono piaciute molto. Incrocio le dita!

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