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Ska-P tra denuncia e rassegnazione: «La musica non cambia il mondo»

A pochi giorni dall’uscita del nuovo album 99% abbiamo incontrato Joxemi, chitarrista storico degli Ska-P. Durante la chiaccherata si è parlato del disco e di politica, lasciando spazio anche a considerazini e autocritica.

ska p nuovo album 99

Il 12 marzo esce 99%, nuovo album di inediti degli Ska-P, tra gli ultimi reduci del periodo d’oro del combat ska, che arriva a 4 anni dal precedente Lágrimas Y Gozos e a 5 dalla reunion. «E’ stato molto difficile tornare in studio – racconta il chitarrista Joxemi – anche perché quando è finita la tournée eravamo molto stanchi. Poi ogni membro del gruppo ha progetti paralleli, o magari moglie e figli per cui ci abbiamo messo oltre un anno a districarci tra i vari impegni».

Il titolo dell’album fa riferimento al movimento Occupy e a quel 99% della popolazione che si contrappone all’1% che detiene il potere economico. Non è un modo per cavalcare il malcontento e la crisi economica, certi argomenti sono sempre stati centrali per la band: «E’ dal 95 che nelle nostre canzoni parliamo di queste cose e ora suonano più attuali che mai. Potremmo rispolverare i vecchi brani e sarebbero un successone».

Impossibile non parlare di politica: «È stato entusiasmante vedere in Spagna il movimento degli Indignados, tutta quella gente è scesa in piazza senza un colore politico. Ma non può durare per sempre e se non si arriva da nessuna parte subentra la sfiducia. La paura ferma il cambiamento, quando ero giovane c’era la paura dei comunisti, poi quella della bomba nucleare, dopo l’11 settembre la paura del terrorismo e adesso la paura della crisi. Non scendi in piazza se rischi di perdere il lavoro. Voi Italiani adesso avete in mano una grande possibilità di cambiamento (Joxemi si riferisce chiaramente al Movimento 5 Stelle, ndr) ma avete anche paura di affrontarlo fino in fondo. Ho sempre pensato che l’Italia fosse più avanti della Spagna su certi temi sociali» conclude il chitarrista, che è fidanzato con una ragazza italiana e conosce molto bene il nostro Paese.

Ogni band che affronta temi politici, prima o poi deve fare i conti con la propria integrità. Agli Ska-P è capitato di ricevere critiche a proposito. «Cerchiamo di essere coerenti, ma non è facile. Tanto per cominciare stiamo con la casa discografica Warner, che è una multinazionale. Io personalmente cerco di muovermi spesso in bicicletta, ma non posso certo andare a Madrid pedalando con gli amplificatori in spalla. Bisognerebbe isolarsi dal mondo, ma dovremmo rinunciare a fare musica».

C’è molta umiltà e anche un po’ di rassegnazione nelle parole del chitarrista spagnolo, soprattutto quando gli si pone il tema delle prospettive future: «Non lo so, siamo solo musicisti, non abbiamo la soluzione in tasca. Non credo che le canzoni possano cambiare il mondo attuale se non ci sono riusciti i Clash o gli Who, quando la musica veniva percepita come qualcosa di molto più importante rispetto a oggi. Credo che dovremmo iniziare a cambiare le nostre piccole abitudini quotidiane, rinunciare a certe comodità che diamo per scontate. Nel futuro ci stupiremo di come vivevamo nel 2000, di quanta benzina consumassimo ad esempio. Penseremo “dovevamo essere matti!”. In Spagna tutti si lamentano e poi magari neanche fanno la raccolta differenziata».

99%, prodotto dal fedele Tony Lopez e anticipato dal singolo Canto A La Rebeliòn, denuncia questioni da sempre care al gruppo. Il brano Africa Agònica ad esempio, più reggae che ska, condanna il disinteresse per la situazione africana: «Questo continente è stato abbandonato colpevolmente. Hanno sfruttano le loro risorse senza curarsi delle popolazioni. Ci sono motivi economici e l’Europa ha di certo le sue colpe». Maquis invece parla di antifascismo, ma al passato: «è un ricordo della lotta politica. Ora il potere è quello economico, i nostri nuovi bersagli non sono i fascisti ma quell’1% della popolazione».

Nonostante la band sia attiva da quasi vent’anni, sono soprattutto i giovani a seguirla con molta attenzione: «A quell’età è importante ascoltare musica che ti dia un messaggio, che ti costringa a pensare. Il nostro è un pubblico molto fedele, ma anche molto attento. Spesso riceviamo piccole critiche riguardo agli arrangiamenti o magari ai suoni degli ottoni o delle chitarre. Siamo fortunati ad avere un seguito così, vuol dire che ascoltano il nostro lavoro con attenzione, al contrario di molta musica usa-e-getta. Vedrai quanti ragazzi verranno al nostro concerto!».

Gi Ska-P infatti saranno presto in Italia per un unico evento – a rischio sold out – sabato 13 aprile al Mediolanum Forum di Assago (Milano). In quest’occasione suoneranno anche i Toy Dolls, band di culto del punk inglese, e i nostrani Persiana Jones – storica formazione ska-punk che festeggia i 25 anni di carriera. I biglietti sono disponibili in prevendita sui canali BookingShow, Vivaticket e TicketOne a 27 euro: «Sarà il nostro solito show, con canzoni forti, aria di festa, pogo tra il pubblico e qualche travestimento. In fondo siamo questo, sei persone che hanno voglia di suonare».

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