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Skunk Anansie Black Traffic è un disco arrabbiato «I politici mentono»

Skunk Anansie Black TrafficStrano caso quello degli Skunk Anansie: più amati all’estero che in patria. Specialmente in Italia, dove Skin e soci sono uno dei più seguiti gruppi rock fin dagli anni Novanta. Lo dimostra l’affetto con cui abitualmente accogliamo i loro dischi e, soprattutto, i loro concerti. Nemmeno la lunga pausa che gli inglesi si sono presi tra il 1999 e il 2009 ha raffreddato questo amore, che si consumerà nuovamente a novembre con i concerti di Milano, Roma e Jesolo. Questo non significa che gli Skunk Anansie non abbiano un forte legame con l’Inghilterra, anzi. Il loro ultimo disco Black Traffic è fortemente legato alla situazione politica inglese, con le vicende dell’attuale governo che hanno ispirato gran parte delle canzoni, a partire dal primo singolo I Believed In You. «Nick Clegg (leader dei liberldemocratici, ndr) ha preso una marea di voti perché nei dibatti aveva uno spirito divertente che è piaciuto a molti. Ma poi, una volta al governo, si è capito che il suo partito è in mano ai conservatori e non farà niente di quanto aveva promesso. I politici dicono un sacco di cazzate». Le parole di Skin dicono molto dello spirito con cui la band ha registrato il disco.

Skunk Anansie Black Traffic «è il nostro album più sperimentale»

«Con Black Traffic abbiamo sperimentato molto, più che in passato» spiega Skin. «Abbiamo allargato notevolmente i nostri confini, campionando noi stessi e componendo pezzi come Drowning, che suona come un brano dei Massive Attack, o Sticky Fingers, che è uno dei pezzi più duri che abbiamo mai fatto». Rispetto al passato, gli Skunk Anansie hanno passato molto tempo in studio insieme e hanno registrato nella stessa stanza, suonando come sul palco. Non a caso la gestazione del disco è durata 12 mesi, un tempo lunghissimo per qualunque band ma «necessario per creare le nostre regole, che ci hanno permesso di arrivare dove non eravamo arrivati prima».

Ecco la video intervista a Skin, Ace e Mark.

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