Interviste

Gli Skunk Anansie e quella volta in cui David Bowie intonò una loro canzone

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Skin torna a quello che le è sempre venuto meglio: cantare. Svestiti i panni da giudice di X Factor, dove comunque ha messo in luce una volta di più tutto il suo carisma, la cantante britannica presenta il nuovo album degli Skunk Anansie. Arrivato al sesto disco di inediti, il terzo dopo la lunga pausa degli anni Duemila, il gruppo britannico ha deciso di far confluire in Anarchytecture tutti i contrasti personali vissuti nell’ultimo anno, in particolare da Skin. In conferenza stampa, il gruppo ha parlato di musica, ma anche di politica, dell’Italia e di David Bowie.

IL MOTIVO DEL TITOLO
Anarchytecture ha diversi significati per ciascun membro della band, ma per tutti e quattro comporta qualcosa di strutturato rispetto alla situazione caotica dell’anno scorso. Per Skin l’ultimo anno “è stato di anarchia e struttura: a livello personale si cerca sempre di vivere una vita strutturata, costruire una casa, andare a fare la spesa, insomma a essere una famiglia e a vivere una vita normale, però poi una relazione è fatta di due persone, ognuna con le sue follie”. Il riferimento è anche al divorzio della cantante da sua moglie. “Molte canzoni degli Skunk Anansie, da sempre, hanno due significati contemporaneamente”, ha continuato la frontwoman, “la situazione personale e quella delle comunità delle persone che vivono al di fuori della nostra vita”.

UN VECCHIO NUOVO MODO DI LAVORARE
Sono passati più di 20 anni dal primo album della band e per forza di cose sono mutate molte cose, anche nel loro modo di ritrovarsi in studio e lavorare. Anche se “in un certo senso non è cambiato nulla”, ha spiegato il chitarrista Ace, “perché esattamente come prima si tratta sempre di noi quattro in una stanza a scrivere musica, ma è vero che ci sono nuove influenze e nuovi strumenti e tecnologie che contribuiscono a fare musica”. Non solo. La maturità raggiunta a livello anagrafico e personale ha aiutato Skin “a rendere il suo songwriting più divertente e rilassato: ora passiamo più tempo a cazzeggiare insieme che a lavorare. Ma la cosa più importante è che abbiamo rinunciato al nostro ego, che a volte fa a pugni con la creatività, e siamo più maturi”.

L’IMPATTO DELLA TELEVISIONE
L’album è stato scritto, composto e registrato in un periodo che ha visto Skin molto impegnata anche sul fronte televisivo italiano, con la partecipazione di giudice a X Factor. “Non avevo molto tempo libero, perché dovevo imparare l’italiano”, ha spiegato la cantante. “È stato tutto un po’ caotico, ma è già il nostro sesto album e questa volta abbiamo deciso di farcelo produrre da Tom Dalgety e quindi ci siamo potuti dedicare solo alla creatività”. Il bassista Cass ha anche aggiunto che “avere meno tempo perché Skin doveva lavorare ci ha imposto di lavorare meglio e più velocemente”.

LA POLITICA E LA RABBIA
“Il testo di Bullets è molto scuro ed è significativo per il resto dell’album”, ha sottolineato Skin. “Ma noi siamo sempre stati scuri e traiamo ispirazione non solo da cose positive: non siamo mai stati un gruppo che cantava la felicità di andare a un party. E naturalmente la vita politica e sociale di questo periodo ha influito. Non voglio parlare di Italia, ma ho una teoria sulla Gran Bretagna e in particolare sull’istruzione”. La cantante ha sottolineato quanto sia stata resa cara l’iscrizione ai corsi successivi ai primi tre gradi. “Oggi per fare una scuola d’arte o di musica bisogna spendere un sacco di soldi e di conseguenza non le possono fare ragazzi che arrivano da classi sociali basse, come quella dalla quale provenivamo noi”, ha detto la frontwoman. “Questo fa sì che poi quelli che escono da quelle scuole d’arte e di musica perdano anche quella rabbia e quella voglia di cambiamento. Certo, continuano a esistere i gruppi o gli artisti che arrivano dall’underground, ma il problema è che non vengono passati in radio o in televisione o nei canali ufficiali e di conseguenza restano nell’underground”.

ROCK O ELETTRONICA?
A chi si lamenta che gli Skunk Anansie abbiano perso il loro carattere rock in direzione di una vena più elettronica, i membri della band sanno bene cosa rispondere. “L’utilizzo dell’elettronica arriva già da Charlie Big Potato”, ricorda Skin. “Avevamo già questi stimoli negli anni Novanta e sono proseguiti fino al precedente album. Love Someone Else sicuramente è una canzone con molta elettronica e in un certo senso da club, ma non ci vedo nulla di strano. Tutti sanno quali sono le nostre influenze, tutti sanno che io sono anche una dj: amiamo l’elettronica e vogliamo avere un sound fresco e moderno per comunicare anche alle nuove generazioni, ma questo non significa che abbiamo rinunciato al nostro sound fondamentalmente rock. L’aggressività del rock può essere convogliata anche nell’elettronica e uno dei pezzi dell’album è quasi metal. L’unico sound che non vogliamo includere è l’Edm”.

LA MUSICA ITALIANA
Partecipare a X Factor come giudice ha consentito a Skin di conoscere molto più la musica italiana e di capire l’importanza che hanno per gli Italiani le parole e il significato dei testi. “C’è però un problema a volte”, pensa la cantante. “Capita che la poesia delle parole costringa a una musica troppo pulita: dovrebbe esserci un po’ di sporco in più nelle canzoni italiane”. Cass ha invece ricordato che ama lavorare con i Jaspers, una giovane band italiana, “anche se ovviamente non sono bravi come noi”. Skin ha anche criticato l’eccessiva esterofilia dei giovani cantanti italiani: “dovrebbero cantare di più nella vostra lingua”.

IL DUCA BIANCO
Un pensiero è andato anche al grande Bowie. “Se sei una band e non sei stata influenzata da David Bowie, probabilmente fai schifo”, ha scherzato Skin. “Ovviamente ci ha influenzato molto, sia la sua musica sia la sua capacità di giocare con l’identità sessuale. Lui era arte, cambiamento, varietà. Esattamente come i Beatles e i Rolling Stones non è possibile non essere stati influenzati da lui. Il mio primo pensiero va però a sua moglie Iman, perché noi anche se tristi possiamo ancora godere della sua musica, mentre lei non potrà più godere di lui come compagno di vita”. Ace ha anche raccontato una storia su Bowie. “Una volta cominciò a cantare una canzone degli Skunk Anansie”, ha detto il chitarrista. “Poi smise e disse: “bellissima, ma non riesco a cantarla come Skin”. Era davvero una persona eccezionale”.

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