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Subsonica Istantanee Tour Intervista a Boosta

Subsonica Istantanee Tour Intervista BoostaI Subsonica hanno deciso di celebrare i quindici anni del loro primo disco con una serie di date – Istantanee Tour – che ripercorrono (con la scenografia, la scaletta e persino la strumentazione) la loro storia dal 1997 a oggi. Dall’uscita di SubsOnicA il mondo è profondamente cambiato e con esso la musica. Sono cambiati anche i torinesi, che pure non hanno smarrito l’antico amore per il loro mestiere, che è soprattutto una grande passione. Poco prima che la band partisse per l’Europa, Boosta (Davide Di Leo) ci ha parlato di tutto questo.

Sotto il cielo di Torino si nascondo misteri, leggende e sussurri mescolati con formule geometriche, movimenti geografici e beat elettronici. La città è il vertice di due triangoli: il primo – di magia bianca – la unisce a Praga e Lione, mentre il secondo – di magia nera – la lega in una ragnatela esoterica con Londra e San Francisco. Qui, nell’estate del 1996 si ritrovano i migliori esponenti della scena musicale alternativa torinese. Max Casacci, ex componente degli Africa Unite, Ninja, batterista della Vanoni forte delle esperienze con Karamamma e Base, Pierfunk, già collaboratore della Bertè e di Marcella Bella, Samuel e Boosta, che suonavano negli Amici di Roland. Cinque musicisti, come le cinque punte della stella che si forma unendo gli edifici sabaudi di Torino: la basilica di Superga, il castello di Rivoli, quello di Moncalieri, le palazzine di Stupinigi e Venaria.

All’ombra della Mole, Samuel propone di chiamare il super gruppo Sonica come la canzone dei Marlene Kuntz. Casacci, invece, Subacqueo, già titolo di un brano degli Africa Unite. La spunta la ragazza di Max, con Subsonica. Nel 1997 esce il primo album della superband, eponimo, anticipato dal singolo Istantanee. Centinaia di demoni sono saliti a Torino in questi 15 anni per comprare i sei album della band, da Microchip emozionale a Eden, passando per Amorematico, Terrestre e L’eclissi. Ora, i Subsonica si sono messi in testa di riportare dal vivo i brani recenti e le prime storiche canzoni, su un palco spettacolare in cui riprenderanno i vecchi strumenti del primo tour, per una serie di date che toccheranno l’Italia e l’Europa. È Boosta a parlarci del nuovo progetto dei Subsonica.

Nel 1997 uscivano Ok Computer dei Radiohead, Dig Your Own Hole dei Chemical Brothers, Home Work dei Daft Punk. Moriva Lady Diana e un computer vinceva una partita a scacchi contro un essere umano. In mezzo a tutto questo usciva il vostro primo lavoro, SubsOnicA. Come è cambiato il mondo in questi quindici anni?
Tutto è cambiato, tutto scorre molto più veloce. I tempi si stanno accorciando drammaticamente. La percezione è grave, sembra che ogni cosa si bruci in fretta, che non ci sia futuro. Mentre negli anni Settanta il “no future” era una scelta – chi era punk sceglieva di non avere futuro ed era una forma di ribellione – ora è un dato di fatto, perché la situazione sociopolitica è quella che è. L’unica nostra speranza sono le rivoluzioni portate dalle primavere (quella araba su tutte), in grado di scatenare ancora scintille. Magari una prende fuoco e genera un cambiamento radicale.

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