Interviste

Tanti auguri Radio Deejay! – Onstage intervista Linus & Albertino

La prima volta in cui si tirano le somme sulla propria esistenza coincide (spesso) con il raggiungimento dei 30 anni. Il momento è arrivato per Radio Deejay, che l’1 febbraio arriva alla fatidica soglia.

La prima volta in cui si tirano le somme sulla propria esistenza coincide (spesso) con il raggiungimento dei 30 anni. Il momento è arrivato per Radio Deejay, che l’1 febbraio giunge alla fatidica soglia. Con Linus e Albertino, fratelli di sangue e vecchia guardia dell’emittente (ci sono fin dal primo giorno), abbiamo volto lo sguardo al passato, per scovare i segreti della radio commerciale più seguita d’Italia. In attesa della grande festa del 31 gennaio al Mediolanum Forum di Milano.

Radio Deejay compie 30 anni. Ve lo sareste mai immaginato?
Linus: Assolutamente no, abbiamo iniziato a fare questo lavoro per gioco. Non avevamo la minima idea di quello che sarebbe successo e il fatto che sia noi che la radio siamo arrivati così lontano è una sorpresa e una grande soddisfazione.

Quali elementi di continuità possiamo individuare rispetto agli inizi?
Albertino: Sicuramente l’atmosfera che si respira in radio. Da sempre c’è un gruppo entusiasta, unito, che lavora molto. Forse anche per questo dopo tutti questi anni Deejay continua a essere il posto dove chi fa questo mestiere vorrebbero lavorare. Credo sia più importante dell’audience, che è una conseguenza della qualità espressa dalla radio. Poi siamo stati capaci di rimanere una fucina di nuovi talenti, una tradizione che aveva iniziato Cecchetto, fondatore di Deejay. In realtà non ci sentiamo veri talent scout, perchè i più bravi si avvicinano in maniera spontanea. È un processo naturale.

Ma come capite chi è adatto per voi?
Linus: Crediamo molto in una sorta di affinità elettiva. Qui entrano le persone che condividono i nostri stessi valori. È questo che ci unisce. Chi lavora o ha lavorato a Radio Deejay è curioso, ha fiducia nei propri mezzi, è autoironico e ha la capacità di comunicare in modo originale. Poi è chiaro che ognuno ha la propria personalità.

Personalità che viene sempre fuori. In questo senso Deejay lascia molta liberà ai conduttori.
Albertino: Diciamo che siamo un po’ meno liberi di una volta perché siamo diventati una grande azienda con numeri importanti e chiaramente questo influenza le scelte. Ma senza dubbio siamo la radio che offre maggiore libertà a chi va in onda. Anche perché, come diceva Linus, quando scegliamo una persona lo facciamo perché ci piace la sua personalità e quindi poi è giusto che questa venga espressa.

Nel 1982 lo slogan era “in poche parole tanta musica”. Direi che oggi potrebbe essere l’esatto contrario!
Linus: Assolutamente si, è una cosa di cui sorridiamo spesso. Allora il ruolo del deejay consisteva nello scegliere i dischi, non doveva avere altre qualità se non un minimo di presenza vocale. Poi pian piano è cambiato tutto, senza che fosse pianificato, e i pesi si sono ribaltati. Ma è stata una svolta spontanea e io credo che questo tipo di cambiamenti funzionino meglio di quelli ragionati. In ogni caso a noi è andata bene.

Ci sono meno spazi per la musica, non credo prendiate la cosa con leggerezza.
Albertino: Assolutamente no. Restiamo una radio coraggiosa e propositiva . Noi non mettiamo grandi successi, li creiamo. Ed è più rischioso. Ma questo è alla base di chi fa il mestiere di dj. Per quanto mi riguarda negli anni ho fatto molte cose, mi sono evoluto come intrattenitore, ma la mia natura è quella di chi cerca e sceglie la musica e la lancia un brano prima degli altri.

In ogni caso stiamo parlando di una trasformazione della radiofonia tutta. In questo senso Deejay ha trainato tutto il sistema.
Linus: È un ruolo che tutti ci riconoscono, senza troppi giri di parole. Un deejay deve proporre e noi ce l’abbiamo scritto nel nome. Io personalmente sento questa responsabilità, è lo stimolo per andare avanti dopo tutti questi anni. Quando mi rendo conto che rischiamo di cadere nel cliché è il momento giusto per spostare l’asticella un po’ più avanti.

In questo momento, con il mondo del pop infatuato della dance, sarete molto soddisfatti. Voi, Albertino in particolare, siete i primi ad aver portato il genere in radio.
Albertino: Il tempo mi ha dato ragione! Siamo molto soddisfatti, non c’e dubbio. Credo che la spiegazione di questa svolta, se ci riflettiamo, è nelle difficoltà di questi tempi. La musica dance diventa il riferimento ogni volta che si attraversa una fase di crisi, perchè è associata al divertimento. E quando la gente è affranta ha voglia di ascoltare musica senza troppe menate.

L’altro grande orgoglio di Deejay è il primato di ascolti. Cosa piace al pubblico?
Linus: Io credo il fatto che siamo una radio divertente in maniera intelligente. Non vorrei sembrare troppo auto-celebrativo, ma il nostro segreto è intrattenere con un livello di intelligenza sufficiente. Siamo come una bella donna con molta personalità, con un fascino intrigante che è difficile definire ma che si percepisce chiaramente.
Albertino: Dentro una radio, c’è bisogno di tutti, della parte tecnica come di quella finanziaria. Ma da un punto di vista artistico credo anche io che la qualità artistica sia l’arma vincente.

Parliamo della festa. Intanto vorrei sapere come nasce il tormentone “Vestiti bene”.
Linus: È nato per gioco. Eravamo in uno studio per una foto di gruppo, tutti eleganti. Abbiamo registrato anche una serie di brevi spot e qualcuno ha detto “mi raccomando, vestiti bene”, senza un motivo particolare. Ci è piaciuto e l’abbiamo tenuto. Solo che adesso dobbiamo spiegare che non è obbligatorio venire in giacca e cravatta! È solo un modo simpatico per dire che si tratta di evento importante. È la festa dei 30 anni di Radio Deejay, il compendio di quello che abbiamo fatto in tutto questo tempo.

E come si svilupperà la festa?
Linus: In sostanza ci sono due momenti. La prima parte è un grosso contenitore in cui passeranno i personaggi storici di questi trent’anni. Sarà molto emozionante perché abbiamo trovato il modo di farli venire (quasi) tutti. Poi ci sarà una grande festa, trasformeremo il Forum in una mega discoteca con alcuni dj che si alterneranno alla consolle.

Alba, suonerai?
Mi sono proposto, spero mi prendano.

Devi chiedere al direttore artistico di Radio Deejay.
Non lo conosco ma mi sembra uno in gamba. Sicuramente viene da una buona famiglia!

Clicca qui per vincere i biglietti per la grande festa – sold out – di Radio Deejay di martedì 31 al Mediolanum Forum di Milano. 

Commenti

Commenti

Condivisioni