Interviste

Temper Trap «Scrivere musica è come un lungo viaggio»

In attesa del concerto all’A Perfect Day di Villafranca, parliamo di Temper Trap con il chitarrista Lorenzo Sillitto e il cantante Dougy Mandagi.

Dopo il grande successo del disco d’esordio, il gruppo australiano ha pubblicato un nuovo disco per confermarsi ed evitare l’etichetta di gruppo meteora. In attesa del set a Villafranca, parliamo di Temper Trap con il chitarrista Lorenzo Sillitto e il cantante Dougy Mandagi.

Sentite qualche pressione per questo nuovo lavoro dopo il grande successo del vostro disco d’esordio, Confession, e della super hit Sweet Disposition?

Lorenzo Sillitto: Devo confessarti che non sentiamo molta pressione per questo nuovo album, perché dopo un album come quello precedente siamo tornati in studio ancora più motivati. Avevamo molte idee e sensazioni da far confluire e abbiamo lavorato molto. Volevamo che questo disco venisse fuori come lo avevamo pensato, e ora siamo semplicemente pronti a suonarlo.

Temper Trap risalta le due facce del vostro progetto musicale, alternato tra ballate e hit pop, come i due singoli Need Your Love e Trembling Hands: quale di queste due attitudini vi caratterizza maggiormente?

Dougy Mandagi: Le ballate secondo me hanno più forza. Spesso i singoli che diventano delle hit ti danno soddisfazione immediata ma a lungo andare possono annoiarti, cosa che invece non succede con le ballate. Hanno un tempo diverso, una maggiore longevità e, soprattutto, non si bruciano in fretta: crescono e si sviluppano diventando parte di ognuno.

London’s Burning è una canzone che mi ha colpito: ho letto che tu, Lorenzo, l’hai scritta dopo le rivolte inglesi dell’estate 2011.

L.: Quei giorni mi hanno colpito molto. La situazione era molto particolare, c’era paura e molta tensione nell’aria e nessuno poteva immaginare cosa sarebbe accaduto. Era molto strano, perché in una città come Londra venivano bruciate le macchine, c’erano persone che giravano con le pistole, incendi appiccati in mezzo alla strada, negozi sfasciati. Mi è venuto naturale scrivere una canzone come questa, soprattutto perché tutto è partito dal nostro quartiere, Hackney, praticamente a 500 metri da casa.

Ho sempre pensato che la vostra musica appartenga ai posti in cui siete stati ed alle cose che avete visto.

L.: È vero. Forse perché abbiamo viaggiato e continuiamo a viaggiare molto, prendendo ispirazione dalle esperienze che viviamo incontrando diverse culture. Non c’è solo un posto al quale possiamo ricondurre le nostre canzoni, perché pensiamo che scrivere musica sia un’esperienza che coinvolge molte persone, come un lungo viaggio.

Molti vostri brani sono entrati a far parte di colonne sonore di film (500 giorni insieme), serie televisive (Fringe) ed entrambi i più popolari giochi di calcio. Siete fan di Pro Evolution Soccer o Fifa?

D: Fifa (ridono, ndr).

Be’, nessuno è perfetto.

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