Interviste

The Bloody Beetroots: «L’Italia ha dato una chance a una musica che non conosce»

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Intervista a The Bloody Beetroots, una delle stelle di Home Festival 2014. Bob Rifo è fiducioso sia sul futuro del festival, sia sulla possibilità per certa musica di sfondare anche in Italia.

The Bloody Beetroots è stato protagonista indiscusso del recente Home Festival. La serata in cui si è esibito è stata quella che ha raccolto il maggior pubblico, certificandone in modo definitivo la sua affermazione anche nel nostro paese. Lo abbiamo incontrato poco prima del suo concerto per capire a che punto fosse arrivata la sua parabola e quali fossero i bilanci dopo mesi davvero entusiasmanti.

Ci siamo incontrati un anno fa quando presentavi il disco, pensavi potesse avere così tanti riscontri positivi?
No, è impossibile prevedere la reazione del pubblico quando presenti un disco come Hide. E’ andato tutto molto bene, anche in Italia c’è stata una buonissima risposta, il mercato si è finalmente aperto e i concerti che ho fatto per supportare l’uscita dell’album sono stati delle feste eccezionali. A Torino un paio di mesi fa c’erano 17mila persone…

…e oggi suoni qui a quaranta minuti da casa tua!
Vero, incredibile! Quando sono arrivato e ho visto il palco principale non volevo crederci. Finalmente! Finalmente anche da noi c’è un evento del genere, stage enorme, produzione all’avanguardia, Salmo che suona con sotto migliaia di persone in delirio…stasera ci divertiremo di sicuro.

Quanto è strano dover partire da zero nel tuo paese quando negli States riempi i palazzetti da qualche anno?
Non è strano, ogni paese ha una reattività diversa rispetto alla musica. Io in Italia non faccio certo parte della musica pop, questo dipende molto dalla cultura che è diffusa in questo paese. Quest’anno abbiamo lavorato sull’Italia ma anche sull’India piuttosto che sul Sudamerica, volevamo prendere quelle aree del mondo che ancora non ci conoscevano bene. Abbiamo infatti fatto il Loolapalooza Sudamerica, abbiamo suonato a Bogotà e oggi siamo qui a Treviso.

Cosa ricordi della tua esperienza a Sanremo 2014?
Mi sono divertito molto e credo si sia visto! E’ stata un’esperienza bellissima e super costruttiva. Non consocevo l’entità e la potenza della macchina sanremese, non giudico le cose prima di averle viste da vicino ed effettivamente sono rimasto stupito da cosa significhi questo evento per pubblico e addetti ai lavori. Sembra incredibile ma sono davvero tutti fuori di testa, è stato stupendo fare parte dell’edizione 2014, inoltre il risultato finale è andato oltre le nostre più rosee aspettative. L’Italia ha dato una chance a una musica che non conosceva. Il fatto che così in tanti ci abbiano votato ci ha galvanizzato e sicuramente permetterà ad altre forme di musica nuova di avere vita più facile in un paese notoriamente conservatore.

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