Interviste

The Darkness: «Siamo come Lady Gaga: colorati, esibizionisti e allegri»

2 ottobre 2012. Intervista ai The Darkness che proseguono il proprio tour 2012 aprendo le date Europee di Lady Gaga. Scelta controversa? Pericolosa? Illogica? Assolutamente no, anzi per i quattro è normale e ovvio che i prescelti siano stati loro…

“Siamo molto cambiati dopo tutto questo tempo”

I The Darkness sono cambiati. Stanchi dalle fatiche del tour 2012 e sbarcati a Milano in occasione dell’unica data italiana di supporto a Lady Gaga, i Nostri si prestano all’intervista con grande professionalità ed entusiasmo. Ma si capisce subito che gli eccessi del passato sono un ricordo: «Nel 2003 col primo disco successe tutto dannatamente in fretta. Non eravamo pronti e nemmeno lontanamente immaginavamo di avere così tanto successo. Giornali, televisioni, cartelloni, eravamo dappertutto. Dopo ogni concerto c’era un party dopo l’altro, non avevamo il controllo della situazione e nel giro di un paio d’anni era come ce ne sentissimo venti sulle spalle. Era logico che così non poteva continuare. Ora ci sentiamo molto maturati, attenti a chi ci gira intorno e chi fa i nostri interessi, siamo tornati con la stessa voglia di prima di divertirci, fare divertire e suonare rock and roll. Ma con pragmatismo e poca superficialità, anche se là fuori siamo sempre i soliti esaltati».

L’accoppiata Lady Gaga/The Darkness è qualcosa di inusuale per il biz: una popstar e una rock band sì istrionica e stravagante ma pur sempre una rock band…
«In tanti credevano che il pubblico di Lady Gaga non avrebbe avuto pietà di noi. Invece noi sapevamo benissimo che sarebbe andata diversamente; certo non possiamo dire che tutti gli stadi e le arene in cui apriamo per lei siano coinvolte all’unanimità, ma i ragazzi delle prime file e diverse persone sugli spalti conoscono bene le nostre canzoni più famose e cantano insieme a noi, saltano, si divertono, questo è lo spirito! Sono un pubblico molto colorato, esibizionista e allegro: esattamente come noi, non siamo una band che non si prende troppo sul serio o che vuole a ogni costo recitare la parte del rockettaro malefico e oscuro. Penso che i fan di Lady Gaga colgano immediatamente il nostro mood e si lascino coinvolgere. Questa è sicuramente un’esperienza divertente e positiva per noi».

E stasera suonerete in Italia, un paese che vi ha sempre voluto bene, come si è visto al recente Gods Of Metal.
«Verissimo, ci applaudivano anche quando andò via la corrente per un quarto d’ora! Sai abbiamo sempre mal sopportato le scelte che vennero fatte per nostro conto nel 2003 e nel 2005. Avremmo voluto suonare in Italia molto più spesso, il calore del pubblico qui è incredibile, ci sentiamo amati e adoriamo il vostro paese. Ora però siamo riusciti in un anno solo a esibirci già due volte e vogliamo assolutamente tornare qui tra febbraio e marzo 2013 per i nostri concerti da headliner. Il pubblico italiano apprezza la nostra musica ma anche il nostro umorismo, le nostre battute e il modo in cui ci esibiamo, ci troviamo davvero bene qui e stasera non sarà diverso dall’ultima volta».

Tornerete presto quindi, Hot Cakes vi ha riportato sulla cresta dell’onda?
«E’ presto per dirlo, questo album era importante perchè era il primo che registravamo dopo il lungo periodo in cui la band non esisteva. Abbiamo impiegato del tempo a comporlo,  discusso su quali fossero i singoli migliori ed evitato rischi. Sta piacendo ai fans e questa è la cosa più importante, di sicuro per il prossimo disco impiegheremo meno tempo e saremo molto più affiatati e rodati, ma sono cambiate molte cose rispetto ai nostri esordi, il mercato discografico è stato annientato e i concerti sono la fonte principale di reddito per un musicista. Con Hot Cakes comunque abbiamo sicuramente recuperato la voglia di fare musica insieme e di girare il mondo per suonarla, già questo non è poco..».

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