Interviste

The Gaslight Anthem il concerto di Milano presentato da Alex Rosamilia

Gaslight Anthem concerto Milano 6 novembre 2012

The Gaslight Anthem saranno in concerto a Milano il 6 novembre 2012. L’anno in corso si sta confermando quello della definitiva consacrazione per la band. Non solo i ragazzi hanno firmato con la Mercury Records, passando finalmente sotto major, ma hanno anche pubblicato il nuovo album Handwritten, mantenendo integro il proprio stile e confermandosi una realtà del moderno punk rock tra le più solide in circolazione. I Gaslight suoneranno in Italia finalmente da headliner, dopo aver già effettuato due concerti nel giro di pochi mesi nel nostro paese. Alex Rosamilia, chitarrista della formazione, sta vivendo questo momento con grande eccitazione.

Quest’anno avete suonato già due volte in Italia, una come supporter ai Soundgarden e una come opener del concerto dei Foo Fighters a Codroipo. Qual è stata la risposta del pubblico italiano?
Grandiosa! L’adrenalina e l’emozione erano alle stelle e grazie al cielo è andato tutto benissimo. I fan italiani sono molto calorosi e abbiamo sentito tutta la loro energia. E’ stata un’esperienza incredibile!

Talmente bella che ben presto potrete replicare. A breve tornerete nel nostro paese, in quanto il 6 novembre vi esibirete a Milano. Stavolta, da headliner. Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro show?
Ciò che abbiamo sempre fatto, ossia divertirci e far divertire i fan con la nostra musica. E’ questo l’aspetto centrale di tutto, l’unica cosa che conta. I live sono la nostra linfa vitale, ci trasmettono la carica e la spinta giusta per continuare in questa direzione. Non vediamo l’ora!

Tre concerti in Italia quest’anno li ha fatti anche Springsteen…
Bruce per noi ha fatto tantissimo, da quando nel 2009 è salito con noi sul palco a suonare “The ’59 Sound” ad Hyde Park la nostra vita è cambiata. E’ un personaggio incredibile, noi possiamo solo essere grati a lui, non penso dica in giro che siamo una delle sue band preferite in assoluto per farci un piacere ma perché lo sente davvero, e questo per noi è un onore immenso.

Parlando del nuovo album, come ci si sente a lavorare con una major?
E’ senza dubbio una grandissima possibilità e non possiamo che esserne onorati, è una sorta di riconoscimento del lavoro che abbiamo svolto dagli inizi ad oggi. Dal punto di vista meramente musicale, però, non è cambiato nulla. Scriviamo canzoni perché ci piace farlo  e il nostro sound è immediato come lo era agli inizi. L’unico motivo che ci spinge a scrivere è che ci piace farlo e ci viene naturale, punto. Non è mai stata una nostra prerogativa metterci a tavolino per studiare cosa andasse per la maggiore alla radio, in un dato periodo.

Per questo disco avete collaborato con Brendan O’Brien, che ha lavorato con nomi di spicco quali Pearl Jam e Bruce Springsteen. Cosa vi ha dato quest’esperienza?
Siamo davvero soddisfatti del risultato ottenuto, in questo album volevamo avere la migliore resa musicale possibile e lavorare con Brendan è stato importante per raggiungere l’obiettivo che ci eravamo posti inizialmente. Inoltre, non possiamo nascondere che avere a che fare con un professionista di questo calibro sia stato un sogno diventato realtà.

 

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