Interviste

The Night Before Onstage intervista gli Hooverphonic

Oggi esce il loro nuovo album, The Night Before. Un ritorno alle origini, per gli Hooverphonic. Con una differenza importante: la ventiduenne Noémie Wolfs, ha sostituito l’ex voce femminile Geike Araert, che si è dedicata alla carriera solista. Un passaggio di consegne fortunato: oltre ventimila, infatti, sono già le copie vendute da Alex Collier & Raymond Geerts.

Ho letto che The Night Before è stato influenzato dalla musica e dalle sonorità di Ennio Morricone. Come descrivereste questa passione?

Raymond: Noi amiamo Morricone e tutti i suoi film. Quando frequentavo la scuola di cinema, guardavo qualsiasi film, compresi quelli russi. La nostra musica è enormemente influenzata da questa passione, prendiamo spunto anche dai film dei fratelli Cohen, ad esempio, ma il cinema italiano rimane la nostra costanza, Cinema Paradiso su tutti, perché amo il romanticismo di cui è intriso, racchiuso nello sguardo del bambino, Salvatore.

Il vostro suono è sto descritto come un mix di musica elettronica, trip-hop e pop. Vi rappresenta? O è meglio parlare di alternative pop?

R.: Si, ora il contesto migliore per la nostra musica è l’alternative pop. All’inizio della nostra carriera abbiamo sperimentato con l’elettronica, ispirati dalle arti visive. Questo album, invece, è più organico, è come un quadro, fatto di molti colori.

Nella copertina dell’album, Alex e Raymond sono dietro Noémie Wolfs: è fatto per introdurre la nuova cantante? Come è nata questa collaborazione?

R.: Si, l’abbiamo messa in primo piano per presentarla al pubblico. Noémie è una ragazza fantastica, abbiamo iniziato a collaborare quando abbiamo messo l’annuncio per la nuova cantante. Siamo stati con Geike per 11 anni, è una cantante eccezionale, ma è come mangiare gli spaghetti al ragù o ai frutti di mare per 10 anni. Buonissimi, ma quando abbiamo sentito Noémie e l’mp3 che ci ha mandato, siamo rimasti da subito molto colpiti. Ci sono delle caratteristiche che noi amiamo come la voce, la personalità, il carisma, e c’è stato feeling da subito.

Noémi, perché hai scelto gli Hooverphonic?

N.: (ride) Nessuno me lo ha mai chiesto. Ho sempre amato il fatto che loro facessero una musica ‘reale’ con strumenti ‘veri’, al contrario della musica di oggi dominata dai dj.

Per questo album siete partite dale vaster prime canzoni. Perché avete scelto di tornare alle origini?

R.: Principalmente perché ora la musica elettronica è il must. Io credo, però, c. Nelgi anni ’70 e ’80 con il digitale c’è stato un grosso passo avanti, come negli anni ’90 con il trip-hop. Oggi, puoi avere tutto alla portata di un click, con un lappo puoi fare tutto. Ora non può esserci un grande cambiamento. Ora, secondo me, bisogna tornare alle origini.

La canzone Heartbroken è stata scritta da Callier e Luca Chiaravalli: come è nata questa collaborazione?

Ci siamo conosciuti in Norvegia, è molto bravo, conosce molta buona musica. È stata una collaborazione interessante perché abbiamo molte cose in comune. Un giorno stavamo parlando e abbiamo detto «perché non scriviamo qualcosa insieme? For fun?». È stata un’esperienza incredibile. Mi ha dato un altro motivo per venire in Italia.

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