Interviste

The Offspring a Rock In IdRho Days Go By presentato da Noodles

The Offspring Rock In IdRho Days Go By NoodlesQuelli abbastanza giovani se lo ricordano a fine anni Novanta entrare in garage all’inizio del video Pretty Fly (For A White Guy), quelli un po’ più attempati coi capellazzi lunghi a fare da pendant con le treccine di Dexter su Come Out and Play, all’epoca del fortunatissimo Smash (1994), che aprì agli Offspring le porte del mainstream e del successo. Kevin John Wasserman, meglio conosciuto come Noodles, è il chitarrista della band dal 1985 e dopo quasi trent’anni di carriera è ancora il gigione degli esordi. Il 26 giugno esce Days Go By nono disco della carriera degli Offspring, e poco meno di due settimane prima, il 13 giugno appunto, i ragazzi suonano al Carroponte di Sesto San Giovanni (Milano) per il Rock in Idrho Preview (leggi qui il programma), al termine di una giornata che vedrà impegnati tra gli altri anche The Hives (leggi l’intervista a Pelle), Billy Talent (leggi l’intervista a Benjamin Kowalewicz) e Lagwagon. Noodles ha grandi aspettative per quella giornata ma ha voluto anche raccontarci le sue emozioni e le attese per l’imminente pubblicazione del nuovo lavoro.

13 giugno, Rock in Idrho Preview, The Offspring headliner: vi piace suonare in Italia? Qual è il vostro rapporto coi fan italiani? E’ bellissimo suonare in Italia, ricordo ancora benissimo le emozioni del nostro ultimo concerto a Bologna (era il secondo giorno dell’I-Day 2011, ndr). I fan da voi sono sempre gentilissimi con noi, sono coinvolti, pazzi, sprigionano energia e ce la trasmettono completamente mentre suoniamo. Non vedo davvero l’ora di tornare in Italia, abbiamo anche un nuovo album da promuovere che vogliamo suonare dal vivo il prima possibile!

Pensi che ci sia qualche differenza tra il pubblico europeo e quello americano? Credo che ogni paese sia diverso dagli altri, ogni popolo ha le sue determinate caratteristiche, ad esempio gli italiani non sono uguali ai tedeschi.  La stessa cosa avviene negli States: un fan della North Carolina non avrà mai lo stesso comportamento di un californiano!

Parliamo del nuovo album. Puoi spiegarci qualcosa riguardo la lavorazione di Days Go ByCi abbiamo messo più di due anni per prepararlo. In un primo momento Dexter ha parlato con Bob Rock, che ha prodotto il nostro disco, dopodiché abbiamo cominciato a scrivere qualche arrangiamento e a registrare qualche demo. Le demo si sono evolute in canzoni vere e proprie e infine abbiamo chiamato Josh Freese per registrare la drum track.

Perché avete scelto Days Go By come primo singolo? Perché penso che sia la canzone che meglio rappresenti l’idea che sta alla base del disco. E’ un brano che parla di quanto la gente sta male a causa della pessima situazione economica che il mondo intero sta attraversando, siamo in molti ad avvertire questo malessere. Ma, al tempo stesso, è un pezzo che vuole dare speranza, perché siamo certi che anche questi momenti bui passeranno.

Ho sempre avuto l’impressione che vogliate approfondire mondi sonori finora inesplorati, in questo album più che mai. Cosa ci puoi dire a riguardo? Sì è vero, proviamo da sempre nuove cose e cerchiamo di attingere da diversi stili musicali. In questo disco, soprattutto, spaziamo parecchio.

C’è qualche brano in particolare che testimonia questo approccio? In realtà ce ne sono molti.  Se te ne devo dire uno dico The Future Is Now: mi piace parecchio perché, oltre ad avere un bellissimo testo, è una delle più rockettare. Ma come ti ho detto, questo disco è pieno di canzoni meravigliose.

Quale sarà il prossimo singolo? Al momento non ne ho idea. Attualmente ci sono in circolazione Days Go By, della quale abbiamo parlato poco fa, e Cruising California, due brani molto diversi: abbiamo voluto creare una sorta di yin e yang del disco, in modo che fossero rappresentati tutti gli aspetti dell’album. A differenza della title track, Cruising California è molto leggera, allegra, scanzonata. Non è il brano che rispecchia maggiormente lo spirito generale del cd, ma è davvero solare e positiva.

Guardano indietro, qual è stato il punto di svolta nel vostro percorso artistico? Ah, su questa domanda non ho assolutamente dubbi: Smash. E’ il disco che ha segnato una tappa fondamentale nel nostro cammino, ha dato una svolta alla nostra carriera permettendoci di fare il grande salto e farci conoscere a livello mondiale.

Siete al nono disco. Il vostro modo di scrivere musica è cambiato rispetto agli esordi? Non credo, anzi posso affermare con certezza che è rimasto pressoché identico. Alla fine quando scrivi un album prendi sempre ispirazione dai grandi avvenimenti nel mondo o da quello che succede intorno a te. Era così allora ed è così oggi.

Quando scrivete nuove canzoni, pensate all’impatto che potrebbero avere sul pubblico? A dire il vero no, lasciamo più che altro che sia il nostro istinto a guidarci quando scriviamo nuova musica. Se poi il pubblico gradisce le nuove canzoni, tanto meglio! Avremo presto occasione di scoprirlo visto che il tour sta per partire e arriveremo presto anche da voi.

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