Interviste

Ultravox in concerto a Milano. Midge Ure: «Abbiamo grande energia»

Ultravox concerto Milano Midge UreI poco più che ventenni associano il suo nome a Breathe, che nel ’98 divenne una hit planetaria grazie alla campagna pubblicitaria di una famosa marca di orologi. La generazione precedente lo conosceva come voce solista degli Ultravox, importantissima band della British New Wave. Stiamo parlando di Midge Ure, che il 5 novembre torna in Italia (concerto a Milano) con il resto del gruppo, in occasione del tour promozionale del loro nuovo album Brilliant. Ci abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Gli Ultravox si sono separati nel 1996 e si sono riuniti nel 2009. Qual è stata la motivazione che vi ha spinto a tornare insieme?
Ci siamo riavvicinati gradualmente e abbiamo capito che se mai ci fosse stata una possibilità di tornare a lavorare insieme, quello era il momento più adatto per farlo. Era appena uscita la versione ri-masterizzata di Vienna e abbiamo deciso di organizzare un tour che celebrasse la nostra vecchia musica. Non avevamo la minima intenzione di registrare un nuovo album. Be’, a dire il vero avevamo anche affermato che non ci saremmo più riuniti, e invece l’abbiamo fatto! (ride, ndr)

Se non volevate registrare un altro album, cosa vi ha spinto a cambiare idea?
Inizialmente era fuori discussione l’idea di registrare un altro album. La reunion era solo un’occasione per suonare dal vivo le nostre canzoni per l’ultima volta. Durante il tour, la Universal ci ha contattati per offrirci un contratto e scrivere un nuovo disco. E abbiamo detto di no, perché ognuno di noi vive lontano dagli altri e sarebbe stato troppo complicato. Dopo questo primo contatto, l’idea di suonare di nuovo insieme si è insinuata nelle nostre menti, e ci siamo fatti alcune domande:  “Come potrebbe suonare un nuovo disco? Come potremmo realizzarlo? E soprattutto siamo ancora in grado?”. Quindi abbiamo cominciato a mettere giù qualche idea e a lavorarci su concretamente.

Come sono andate le session in studio? Erano tanti anni che non lavoravate insieme in studio…
Ci sono delle enormi differenze nella fase di lavorazione rispetto al passato. Negli anni ‘80 ci si ritrovava con le strumentazioni dell’occorrenza, drum machines, tastiere e sintetizzatori, in un’unica stanza e ci volevano mesi e mesi perché i nostri spunti prendessero corpo. Stavolta, invece, è stato diverso. Viviamo lontani l’uno dall’altro quindi in un primo momento abbiamo parlato a lungo di come volevamo che fosse Brilliant e, successivamente, abbiamo dato forma al tutto nello studio di registrazione della mia casa a Montreal, senza bisogno di ingegneri del suono o tecnici. La cosa che più ci ha stupiti è che la gran parte del materiale prodotto in quell’occasione è stato inserito su disco.  Ci son stati pochissimi aggiustamenti in fase di mixaggio, tanto eravamo soddisfatti del sound ottenuto.

Perché avete scelto proprio questo titolo?
Ad essere onesti, inizialmente il titolo doveva essere Brilliant?,  col punto interrogativo: “Credi di essere brillante? Pensi di aver ottenuto dei risultati?”. Non è un’affermazione, bensì una domanda da porsi in qualsiasi ambito della propria vita. Ad esempio, quando sei giovane vuoi cambiare il mondo e pensi “io farei questo, io farei quello”. Crescendo ti rendi conto che il mondo non si può cambiare poi molto.

La scelta del primo singolo è ricaduta sulla titletrack perché rappresenta la canzone manifesto dell’album?
Sì, o meglio questo può essere uno dei motivi. Ricordo che durante un’intervista, rispondendo a una domanda che riguardava una sua canzone, Noel Gallagher ha detto “se ci vedi questo significato per me va bene,  ma non spiegherò mai cosa di cosa parla”. Quando si scrive una canzone lo si fa per delle motivazioni particolari, ma ciò non toglie che ognuno possa ritrovare il messaggio che vuole in quel brano. Comunque, le canzoni che più mi di questo disco sono Contact e Change, a mio avviso sono molto particolari e interessanti.

Stai scrivendo del materiale per la tua carriera parallela da solista?
Me la prendo comoda, adesso sto pensando esclusivamente al tour promozionale di Brilliant. Quando si sarà concluso allora potrò pensarci. Ma in tutta onestà trascorro tantissimo tempo in studio quindi sì, ho cominciato a buttare giù qualcosa per il mio progetto solista.

Il 5 novembre 2012 il vostro tour sbarca a Milano. Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro concerto?
Le canzoni tratte da Brilliant ma anche dai vecchi album. Oltre ai sintetizzatori e alle drum machines, scoprirete che gli Ultravox sono anche un gruppo rock con una grande energia, soprattutto nelle parti di chitarra. Non vediamo l’ora di suonare in Italia, i fans sono deliziosi e ci spiace fare solo una data. Ricordo con affetto il concerto del 2010, l’atmosfera era a dir poco elettrica! Spero che, se il tour andrà bene, potremo replicare quanto prima.

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