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Video intervista Cesare Cremonini racconta La Teoria dei colori

Bologna. Anzi, Casalecchio. Nel suo quartier generale, Cesare Cremonini è immerso in una full immersion di interviste per promuovere il suo nuovo album, La teoria dei colori (esce il 22 maggio su etichetta Universal).

Cesare Cremonini intervista La teoria dei coloriBologna. Anzi, Casalecchio, 8 maggio. Nel suo quartier generale, Cesare Cremonini è immerso in una 48 ore di interviste per promuovere il suo nuovo album, La teoria dei colori (esce il 22 maggio su etichetta Universal). Prima di sedermi di fronte a lui – è ancora impegnato con un altro magazine – mi lascio rapire da quanto è appeso ai muri dello studio: una foto di Dylan, un poster di un concerto dei Rolling Stones datato 1965, i dischi d’oro dei Lùnapop e i riconoscimenti a Cesare solista. Un frigo con i colori della bandiera inglese, chiaro omaggio alla sua Terra promessa. Chiacchiero con Lucio – assistente di studio – che mi riempie le orecchie di quel meraviglioso accento che invidio a tutti i romagnoli e intanto penso a una cosa semplice semplice, su cui però in effetti non mi ero mai soffermato.

È tutto molto chiaro: Cremonini è un ragazzo innamorato della musica e dei suoi grandi miti come migliaia di trentenni italiani, solo che lui ha un dono. Scrive canzoni che piacciono alla gente, trasformando la sua passione in qualcosa capace di generare altra passione, con in mezzo il filtro della sua stessa vita. Il bello è ci riesce sempre meglio, una crescita artistica evidente anche ai detrattori («Ma preferisco che ci sia sempre qualcuno che mi critica, non mi piace lo status di intoccabile»). Non a caso, mentre stiamo ancora chiacchierando, arriva la notizia che Il Comico (Sai che risate) è in testa alla classifica di iTunes. Ed è il primo giorno di vendita. Sono di parte – Cesare ha scritto la prefazione del nostro Onstage Livebook 2011 – ma sfido chiunque a criticare questo concetto dopo aver ascoltato il nuovo album.

«Il disco si chiama La teoria dei colori – racconta Cremonini – perchè abbiamo definitivamente accettato che i nostri lavori sono multicolore. Ogni volta pensiamo di fare album che abbiano una sola cromatura e alla fine ci ritroviamo ad averne molte: cantautorato, rock, pop inglese, persino jazz stavolta. Per cui l’abbiamo messo nero su bianco, questa è la nostra “teoria dei colori”». Quel “noi” non è plurale maiestatis, Cesare si riferisce a Walter Mameli, suo mentore e produttore artistico fin dai tempi di 50 Special, una figura decisiva nella sua carriera. Ripenso al Tweet che ho pubblicato dopo aver ascoltato La teoria dei colori. Tutto torna. «@CremoniniCesare ma sei matto a fare un disco così? Tocca sforzarsi per raccontare tutto quello che c’è dentro». Ecco, meglio che sia lui a farlo.

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