Interviste

Zucchero: «Black Cat è il mio disco più nero e libero»

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di Silvia Marchetti
Foto di Meeno

Il 29 aprile uscirà in tutto il mondo Black Cat, il nuovo album di inediti di Zucchero. Prodotto da tre grandi nomi del panorama internazionale – T Bone Burnett, Brendan O’Brien e Don Was – l’ultimo progetto targato Sugar Fornaciari si compone di 13 brani dalle nervature rock-blues, tra cui il singolo Partigiano reggiano, e vede la partecipazione straordinaria di due mostri sacri della musica mondiale come Bono e Mark Knopfler. Oggi l’artista emiliano l’ha presentato alla stampa, svelandone segreti e curiosità, e ha parlato anche dei 10 concerti che terrà a settembre nella magica Arena di Verona.

BLACK CAT: UN ALBUM LIBERO E NERO
«Perché ho scelto come titolo Black Cat? Non ho pensato al gatto nero che attraversa la strada – racconta Zucchero – “Black Cat” è semplicemente un suono, mi piaceva perché conteneva la parola black. È sicuramente il disco più nero di tutta la mia carriera. È un album libero, come quelli che pubblicavo a inizio carriera, all’epoca non scrivevo canzoni pensando alle classifiche. Ero un vulcano pronto ad esplodere, più libero perché non avevo nulla da perdere. Poi, piano piano, ho cominciato a dire: questo brano funzionerà in radio? Chi dice che non gliene frega un cazzo delle classifiche spara solo cavolate, perché fa piacere a tutti essere in cima alle chart. Ma, seguendo questo format, rischi di fare una cosa standard, che non ti rispecchia, che non ti appartiene. Ho cercato, quindi, di non pensare più a questi schemi e di fare un percorso a ritroso. Con Black Cat ho cercato di essere nuovamente libero. A 60 anni cosa mai avrei da perdere?».

LE CANZONI DEL NUOVO DISCO
«Black Cat è stato sicuramente ispirato dal tour negli Stati Uniti. Ho avuto modo di pensare molto durante i miei 38 concerti, mentre visitavo posti nuovi, luoghi magici dove non avevo mai suonato. Col passare del tempo mi sono accorto di aver cambiato il mio modo di comporre: ora non parto più dalla canzone, ma dal suono. I testi arrivano solo in un secondo momento, partendo da quelle sonorità e dopo un lungo lavoro di studio». Tra i 13 pezzi nuovi spicca per la particolarità del testo La tortura della luna, che l’artista spiega così: «Una scopata è una scopata. La sessualità è una grande componente della musica. Dal blues al soul, il sesso è un ingrediente molto importante».

IL PARTIGIANO REGGIANO E I GIOVANI
«Mi piacerebbe allevare dei piccoli partigiani, ovviamente non armati. Far crescere i giovani con un ideale pacifico, pronti a far muro contro ciò che non funziona. Vorrei fare lo zio di questi ragazzi, magari insieme a qualche mio collega che ha ancora un ideale: uniamoci e facciamo casino! Purtroppo oggi non vedo un grande futuro per le nuove generazioni». E a proposito del singolo Partigiano reggiano, Sugar racconta: «Sono nato in una zona rossa, nella bassa emiliana. Il partigiano reggiano è un ricordo romantico di quello che mi raccontavano mia nonna o mio zio, deportato in Germania. Il partigiano mi veniva raccontato come una persona buona che lasciava la famiglia per aiutare la povera gente e combattere. Ma ci sarà sempre qualcuno che dirà che i partigiani non hanno fatto cose giuste».

ZUCCHERO & BONO
Zucchero racconta invece così come è nata la collaborazione con Bono, di cui ha dato quasi subito notizia lo scorso autunno: «Ero andato a trovare gli U2 a Torino, in occasione del loro concerto. In camerino Bono mi ha confessato che gli sarebbe piaciuto avermi sul palco a cantare con loro. Sono caduto dalle nuvole, dovevo memorizzare gli accordi e il testo. Ci ho messo più di due ore a imparare la canzone, poi sono andato sul palco a suonare. Bono mi ha chiesto di potersi sdebitare un giorno e, allora, ho colto subito la palla al balzo. Street Of Surrender, la canzone di Bono contenuta in Black Cat, si ispira ai tragici fatti di Parigi. Un brano davvero commovente».

LE SONORITA’ DI BLACK CAT
«Il disco è stato registrato sia in digitale che analogico per poi scegliere, traccia per traccia, quella che suonava meglio – precisa Mr. Fornaciari – Per le ballate, per esempio, abbiamo prediletto l’analogico. È una combinazione che mi ha colpito molto. Avendo lavorato con tre produttori diversi, mi sono preoccupato soprattutto che il disco potesse suonare in tre modi diversi. Ho fatto una riunione con loro prima di entrare in studio e ci siamo confrontati a lungo, scegliendo, alla fine, di realizzare un progetto unico pur mantenendo lo stile di ognuno».

I 10 CONCERTI ALL’ARENA DI VERONA
«Devo essere sincero: non ho ancora avuto tempo o modo di pensare ai 10 concerti in programma all’Arena. Sto ragionando sui musicisti da portare in tour, per riprodurre questo album in maniera organica. Penso che saremo in un po’ sul palco, almeno 13 o 14». Zucchero si esibirà dal 16 al 28 settembre (uniche date in Italia) e promette di stupire tutti con uno show ricco di sorprese e di ospiti. Tra questi ultimi, ci saranno di sicuro nomi conosciuti al grande pubblico e amici di vecchia data, ma il cantautore sta pensando di coinvolgere anche qualche giovane artista.

ZUCCHERO E I MECCANISMI DELLA MUSICA IN ITALIA
Durante la conferenza Zucchero ha parlato anche del mondo della discografia italiana e di quanto le radio influenzino le vendite degli album: «È un gatto che si morde la coda, un meccanismo difficile da comprendere. Se le radio non ti suonano, di conseguenza il tuo pezzo non arriva al pubblico e le persone non acquistano il tuo disco – credo sia così in tutto il mondo. Non posso pensare che non ci siano canzoni migliori di quelle che sento on air. Il problema è che le radio parlano molto e suonano poca musica – e io odio chi parla troppo, preferisco chi sta zitto».

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