Notizie

5 buoni motivi per vedere un concerto degli Skunk Anansie

5 buoni motivi per vedere un concerto degli Skunk Anansie
di Laura Ritagliati
Foto di Roberto Panucci

Dopo il successo della data (sold out) all’Alcatraz di Milano dello scorso febbraio, gli Skunk Anansie sono pronti a tornare in Italia a luglio e agosto con una serie di concerti nelle principali rassegne estive. Che sia in un club, a teatro o in un festival all’aperto un loro concerto è sempre una garanzia di grande spettacolo. In attesa dei prossimi live scopriamo perché perdersi un concerto (italiano) del gruppo inglese è un vero peccato.

IL RAPPORTO CON L’ITALIA
È noto che gli Skunk Anansie abbiano un legame particolare con il nostro Paese, ricambiato con dimostrazioni d’affetto che i fan italiani riservano solo a Skin e compagni. Per la band britannica tornare in Italia è sempre un piacere, anche perché il successo che continuano a riscuotere qui è maggiore rispetto a quasi tutti gli altri paesi. L‘interazione con il pubblico italiano – anche grazie alla recente esperienza di Skin come giudice di X Factor –  è ai massimi livelli.

LA FISICITÁ DI SKIN
Noi italiani amiamo gli artisti che sul palco non si risparmiano e Skin è esattamente il tipo di performer che non conclude uno show senza aver dato tutta se stessa. Deborah Anne Dyer (è il suo vero nome) non è solo una delle più belle voci femminili rock in circolazione, è anche una delle frontwoman più carismatiche. Ne ha dato (l’ennesima) prova nel corso del concerto di inizio anno a Milano, quando (dopo soli quattro pezzi) si è lanciata in un insolito stage diving, “passeggiando” sulle teste dei fan che le tenevano i piedi. Sul palco è a suo agio come pochi altri: è una tigre, con la sensibilità necessaria per farsi gattina quando il momento musicale lo richiede.

Banner_Poste_skunk anansie

IL SUONO CAMBIA
Il background musicale degli Skunk Anansie è molto più rock di quanto possa immaginare chi è abituato ad ascoltarli su disco (o alla radio con i singoli). E dal vivo questa attitudine emerge, eccome se emerge. I brani sono spesso riarrangiati in una chiave addirittura hard rock o comunque più cattiva. Nei concerti, Skin, Ace (chitarra), Cass Lewis (basso) e Mark Richardson (batteria) si esaltano a suonare pezzi pesanti come Tear The Place Up, I Can Dream e Little Baby Swastikkka, il cui impatto e potenza sonora sono davvero devastanti. Ma anche le ballate sono più aggressive delle versioni incise.

LA SCALETTA
La setlist degli Skunk Anansie è un sapiente mix tra i successi che hanno fatto la storia del gruppo, come Follow Me Down, Charlie Big Potato (entrambe tratte da Post Orgasmic Chil del 1999) e Little Baby Swastikkka (dall’album di debutto Paranoid & Sunburnt del 1995), fino a brani dei dischi più recenti come My Ugly Boy (da Wonderlustre del 2010), I Believed In You (da Black Traffic del 2012). Se siete fortunati potrete assistere a versioni speciali di alcuni brani che la band riserva solo al suo (affezionatissimo) pubblico italiano, come nel caso del concerto all’Alcatraz di febbraio, quando proposero Secretly, o del live al Mediolanum Forum di Assago del 2012, quando Skin dedicò You Saved Me al dottore italiano che le aveva curato un infortunio.

L’ITA(G)LIANO DI SKIN
In previsione della sua partecipazione alla nona edizione di X Factor Italia, Skin si era preparata seguendo un corso intensivo di italiano a Imperia (vi ricordate le foto postate dal suo profilo Facebook che la ritraevano sul lungomare della cittadina ligure in compagnia delle signore del posto?). Nel corso del programma abbiamo tutti apprezzato lo sforzi di esprimersi in una lingua che non è tra le più semplici da imparare, anche se il più delle volte non abbiamo capito una mazza dei suoi discorsi. Ci siamo come affezionati al suo buffo modo di esprimersi in italiano e potrebbe essere un ulteriore punto di forza. In ogni caso, «ATTACCA!».

Commenti

Commenti

Condivisioni