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AB Punk Positivo il punk in mostra a Milano

L’epoca punk rivive negli scatti della mostra AB Punk Positivo, organizzata dalla galleria Photographia di Milano dal 12 aprile al 5 maggio.

Sono passati 35 anni quando il punk cominciò a diventare un fenomeno dilagante, grazie all’esplosione di band capaci di ribaltare, nella musica e nell’estetica, i concetti chiave dei 10 anni precedenti. Oggi quell’epoca rivive negli scatti della mostra AB Punk Positivo, organizzata dalla galleria Photographia di Milano dal 12 aprile al 5 maggio.

È quasi un luogo comune ormai, quello che vede il 1977 come “anno zero” della musica rock, una specie di punto fermo in cui la musica ha subito una trasformazione definitiva, spogliata di orpelli e impalcature e ridotta, come agli inizi del rock’n’roll, a puro impulso primitivo. Promotori di quella grande rivoluzione furono band nate in Inghilterra e negli Stati Uniti, in contemporanea e con lo stesso obiettivo: dimostrare come fosse possibile mettere in piedi un gruppo pur senza essere tecnicamente dotati.

Il movimento punk rock e le sue band di punta – Ramones, Clash, Sex Pistols, Jam, Siouxsie & The Banshees, Heartbreakers, Dead Boys e centinaia di altre – finirono per sconvolgere il corso della musica e rappresentano tuttora uno dei momenti più eccitanti e creativi a livello artistico, musicale ma non solo. L’etica punk si applicò a meraviglia anche in altri campi, dal cinema alla letteratura e alla fotografia. Proprio quest’ultima è protagonista a Milano, nella galleria Photographia, di una mostra che racconta il punk per immagini grazie al talento di alcuni tra i migliori fotografi di quegli anni: Bob Gruen, Sheila Rock, Ray Stevenson, Allan Ballard, Stefan Wallgren, Janette Beckman, Lex Van Rossen, David Corio e Jorgen Angel.

Chi ha un minimo di dimestichezza col periodo, riconoscerà certamente alcuni degli scatti più celebri, come quello dei Sex Pistols all’100 Club di Oxford Street a Londra o il famoso ritratto di Paul Weller (The Jam) e Pete Townshend (The Who), finito sulla copertina di Melody Maker. The Punk and The Godfather titolò l’illustre settimanale, citando un pezzo tratto da Quadrophenia – celebre album degli Who – e al tempo stesso rendendo molto bene l’idea di un movimento giovanile che stava soppiantando la vecchia generazione.

Non andò esattamente così – col senno di poi lo sappiamo bene – ma per qualche anno fu meraviglioso crederci. Oltre a decine di dischi leggendari, resta molto altro, tra cui le fotografie che sarà possibile ammirare dal 12 aprile al 5 maggio. Durante la mostra sarà proiettato anche un filmato girato proprio a Milano dai video maker Sauce Patrol, i quali hanno intervistato gente comune sul significato della parola punk. Se siete curiosi di ascoltare le risposte fate un salto da Photographia.

Sex Pistols di Ray Stevenson – 100 Club, Londra, 1976
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