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È tempo di decretare la morte degli album dal vivo?

Album dal vivo meno importanti

Gli album dal vivo, con il passare del tempo, sono diventati sempre meno importanti, sostituiti da YouTube. Leggi l’approfondimento.

I più attenti se ne saranno accorti, e magari qualcuno ne sente anche un po’ la mancanza. I dischi dal vivo non sono più un piatto prelibato e agognato, ma piuttosto un’altro elemento quasi obbligato da aggiungere alla discografia di un artista. La BBC fa notare come questa settimana usciranno  il doppio album MDNA: World Tour di Madonna e un Ep di 4 tracce Live dei Nine Inch Nails e, a meno di non essere iscritti ai fanclub di questi artisti, si fatichi a trovare notizie a riguardo. Segno incontrovertibile che le discografiche stanno facendo ben pochi sforzi per promuovere gli album in questione. Non sono i soli. Si uniscono ad una lunga sequenza di pubblicazioni importanti, tra cui New Order, Rolling Stones, Megadeth, Jane’s Addiction e il primo album nella decade dei  Beach Boys con Brian Wilson.

Negli anni passati uscite come queste avrebbero catalizzato l’attenzione, sarebbero stati interpretati come i punti di riferimento che segnano i momenti chiave di carriere celebri, mentre ora li abbiamo visti passare e affondare tra le uscite discografiche, a malapena notati tranne forse che dai fan più accaniti. Salvo qualche eccezione, gli album live si sono ridotti a souvenir per i fan, e a espedienti assolvi-contratto per gli artisti, perdendo gran parte della loro forza.

Eppure esistono album live che hanno fatto la storia. Ad esempio Live At Apollo del ’62, forse il migliore album in assoluto di James Brown. Oppure a At Folsom Prison del ’68 che ha visto Johnny Cash intrattenere e conquistare i detenuti della celebre prigione. Negli anni ’70 gli album live diventarono invece una sorta di raccolta Gretest Hits con applausi del pubblico e un mezzo per far conoscere alle masse tutti i pezzi più importanti della carriere di una band. È il caso di Live!, album del 1975 di Bob Marley And The Wailers, che dopo essersi costruiti una solida reputazione, racchiusero tutti i loro brani migliori in questo disco dal vivo. Oppure di Bruce Springsteen che con Live 75/85, mise per la prima volta su disco l’incredibile forza dei suoi concerti. Gli anni ’90 furono segnati invece dagli Unplugged, come quelli di MTV, che abbinavano alle esibizioni dal vivo gli arrangiamenti acustici, come i celebri casi di Nirvana e Eric Clapton.

Ma si fa veramente fatica a nominare un album dal vivo nell’ultimo decennio che sia veramente un must have. I dischi dal vivo sono messi in crisi da traballanti video su YouTube, che rendono a portata di trackpad qualsiasi canzone suonata da qualunque band su qualunque palco in qualsiasi momento. Con questo potenziale, a chi può interessare acquistare la registrazione di un evento della scorsa estate?

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