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Amy Winehouse, a Londra una mostra dedicata alla sua vita familiare

Il Museo Ebraico di Londra ospita fino a metà settembre la mostra Amy Winehouse: A Family Portrait, dedicata alla vita familiare della cantante quando ancora era bambina e poi adolescente.

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Inizia il 3 luglio e finisce il 15 settembre al Museo Ebraico di Londra Amy Winehouse: A Family Portrait. La mostra è stata curata da Elizabeth Selby e ha lo scopo di mostrare il lato più intimo e familiare di Amy Winehouse, attraverso un notevole numero di reperti della sua infanzia e adolescenza. Ad aiutare ci sono le didascalie scritte dal fratello Alex. «I familiari hanno aiutare a raccogliere il materiale –  ha dichiarato Selby – si percepisce fortemente un rapporto fratello-e-sorella particolare. Molto affettuoso anche se a volte poteva non andare». La scelta di allestire lo spazio è nata dopo che la famiglia aveva portato al museo un abito appartenuto alla cantante. Da lì è emersa l’idea in maniera molto naturale, poiché l’obiettivo era quello di dare un’ immagine di lei che andasse oltre quella della tragica diva fuori controllo, come ha ribadito sempre Selby: «Abbiamo voluto mostrare Amy in una luce leggermente diversa da come è stata percepita dai media».

Tra i vari oggetti appartenuti alla Winehouse i suoi libri, tra cui figura Il regno della paura di Hunter S. Thompson, e i cd che vanno dai Velvet Underground ai Drifters a Teena Marie. Molte didascalie fanno riferimento a come Amy prendesse CD o libri che le piacevano da altri membri della famiglia per metterli nella sua collezione, come quello di Snoopy che rubò ad Alex quando erano bambini e di cui lui ora ha grande cura. Un’altra parla della sua “chitarra più preziosa”, definendola “forse lo strumento peggiore mai realizzato”. Soprattutto ci sono fotografie, molte foto. Alcune della famiglia o della scuola mai viste prima, tutte tenute in una valigia. Amy aveva insistito che il padre Mitch la vedesse un paio di giorni prima della sua morte, l’ultima volta che si sono incontrati.

Il Museo Ebraico inoltre è a Camden, zona molto amata da Amy, pocho lontana da dove fu ritrovata morta nel luglio di due anni fa. Come ha anche raccontato Alex, lei era «incredibilmente orgogliosa delle sue origini ebraiche».

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