Notizie Speciali

La straordinaria potenza del messaggio di Bob Marley

Bob Marley

Oggi, 11 maggio, è l’anniversario della morte di Bob Marley – che ci lasciava nel 1981, stroncato da un male contro cui aveva deciso di non combattere. Il rifiuto delle cure che minano l’integrità del corpo (avrebbe dovuto farsi amputare l’alluce di un piede) è uno dei principi cardine della religione rastafari, la cui filosofia ha influenzato la vita e l’arte di Marley più di quanto il mondo occidentale, che pure ha reso Bob un’icona, abbia mai compreso. La sua intera produzione artistica era dovuta alla volontà di veicolare un messaggio. La musica, il reggae, erano solo mezzi.

Le canzoni di Bob Marley teorizzano la liberazione delle popolazioni nere e di tutti gli oppressi attraverso l’autodeterminazione. Il suo però non è un semplice invito alla rivolta ma piuttosto un richiamo all’importanza della volontà umana nel percorso verso la libertà. “Emancipatevi dalla schiavitù mentale, nessuno a parte noi stessi può liberare la nostra mente” cantava Bob in Redemption Song. Ci sono dei responsabili per le ingiustizie che colpiscono i figli della Grande Africa e gli altri popoli sofferenti, ma la liberazione è un fatto prima di tutto intellettuale.

E’ straordinaria la potenza del messaggio di Marley: non si può essere veramente liberi se non si libera la propria mente. Un invito a rendersi padroni del proprio destino, un sentimento di speranza universale che oggi, guardando alle rivolte nordafricane e mediorientali e alla generale condizione di crisi in cui versa l’Occidente, suona più attuale che mai.

@DanieleSalomone

Commenti

Commenti

Condivisioni