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Problemi di “leggibilità”, a rischio i concerti rock all’Arena di Verona

Arena di Verona concerti rock burocrazia

La Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto ha fissato dei limiti per concedere l’Arena di Verona agli organizzatori di concerti rock. Un eccesso di burocrazia che potrebbe mettere a rischio le esibizioni degli artisti italiani e internazionali.

I sei concerti che Ligabue ha tenuto lo scorso settembre all’Arena di Verona hanno causato un risvolto tanto inaspettato quanto problematico. Secondo la Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto, nella persona di Vincenzo Tinè, il palco era «palesemente in contrasto con le caratteristiche di decoro e con le esigenze di fruizione monumentale dell’edificio» che ne condizionerebbe «la piena leggibilità». Per evitare che ciò accada ancora l’Ente ha richiesto che ogni autorizzazione debba essere rilasciata dopo «aver preso visione delle caratteristiche tecniche e soluzioni scenografiche che si prevede di utilizzare in ciascuno degli eventi programmati, ai fini della necessaria verifica e approvazione». Questo rischia di complicare di molto la burocrazia necessaria ad ottenere la prestigiosa location, perché generalmente le prenotazioni si effettuano molto prima di fare il piano del palco, e porterebbe i gradi artisti, specie quelli internazionali, ad escludere l’Arena dalle proprie tournèe. Dura la reazione del sindaco di Verona Flavio Tosi: «I concerti degli artisti vengono programmati con un anno di anticipo. Come faccio a dir loro “se non mi fai vedere il progetto del palco non ti do l’autorizzazione?”».

Certamente è importante tutelare l’inestimabile monumento, ma bisognerebbe cercare di trovare una soluzione che non pregiudichi la possibilità che l’Arena continui ad essere una delle location più prestigiose e ambite dei tour internazionali che ha ospitato recentemente, tanto per citarne due, gli spettacoli di Paul McCartney e Sting. Soprattutto per motivi che non hanno a che fare con la sicurezza e “tutela” del patrimonio, ma che sono prettamente estetici. «Come se chi viene a vedere i concerti volesse avere la leggibilità dell’Arena» ha ribadito Tosi scettico. La Soprintendenza invece ha ribattuto che «non esiste alcuna regolamentazione» per quanto riguarda l’impatto dei palchi e che «non viene esercitato da parte del Comune alcun ruolo autorizzativo nella predisposizione degli allestimenti». Un fatto che bloccherebbe anche le autorizzazioni preventive fornite da Arena Extra, la società della Fondazione Arena che si occupa degli eventi non lirici.

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