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Black Sabbath, da oggi in edicola tutti i loro successi

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Il 13 giugno 2016 è una data memorabile per i fan italiani dei Black Sabbath. È il giorno in cui potranno rivederli dal vivo, tra l’altro all’Arena di Verona, ma, se tutto resta come deciso dalla band, sarà anche l’ultima volta per farlo. La data fa parte del The End Tour, con cui hanno deciso di dare l’addio alle scene, dopo 50 onorati anni di carriera.

Per celebrare l’occasione, TV Sorrisi e Canzoni e Panorama dedicano tre uscite speciali alla band heavy metal di Birmingham: venerdì 10 giugno saranno in edicola con il doppio cd Best Of Black Sabbath (€12,90 rivista esclusa) che contiene i loro più grandi successi, dal 1970 al 1983. Il 17 giugno sarà la volta dell’ultimo album di inediti 13 (€ 9,90 rivista esclusa), mentre il 24 giugno sarà disponibile il DVD live Gathered In Their Masses (€ 14,90 rivista esclusa) – clicca qui per tutte le info.

I fan potranno così acquistare e riascoltare tutte le canzoni che hanno fatto la storia di Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward e che sono entrate nell’immaginario collettivo degli appassionati di rock e che, in generale, è impossibile non aver sentito almeno una volta. Ne abbiamo scelte 10, tra i loro pezzi più famosi. Eccole.

1. PARANOID – Il pezzo si apre con uno dei cinque riff più famosi della storia del rock. Un classico al livello di Satisfaction e pochissimi altri. Per generazioni di metallari a venire, l’inizio del vero heavy.

2. IRON MAN – Un altro riff straordinario di Iommi, permette a Ozzy di raccontare una storia di fantascienza scritta da Geezer Butler, bassista della band. Il brano non ha alcuna connessione con il supereroe di casa Marvel, anche se per lungo tempo molte persone hanno pensato che ci fosse, eccome. Nel 2008 il matrimonio si è effettivamente ufficializzato: una parte del pezzo si può ascoltare sia nel trailer sia durante i credits conclusivi del film.

3. WAR PIGS – In Paranoid è difficile trovare pezzi brutti (ed è un dolore per me escludere da questa top ten un brano come Electric Funeral). War Pigs, a dire il vero, doveva essere il titolo originario dell’album in questione, ma la casa discografica non gradì. Tutto questo comunque non evitò che il brano diventasse un successo clamoroso, nonchè una denuncia contro la guerra (ai tempi si combatteva in Vietnam) a 360 gradi.

4. BLACK SABBATH – Presentarsi al mondo con un primo brano del genere non è da tutti. L’invocazione al maligno che scaturisce nelle deliranti frasi di Geezer Butler è il biglietto da visita perfetto per un gruppo che confermò definitivamente (e orgogliosamente) l’unione blasfema tra malvagio e rock.

5. PLANET CARAVAN – Il classico pezzo che non ti aspetti. La terza traccia di Paranoid è un viaggio psichedelico verso orizzonti alterati da fumi e allucinazioni. Niente heavy metal qui, solo emozioni e sensazioni lisergiche.

6. N.I.B. – “My name is Lucifer please take my hand“. Il demonio si innamora e Geezer Butler decide di raccontare la sua storia d’amore dal punto di vista del celebre cornuto. Tanto per cambiare, il pezzo ha un giro leggendario e, per molti, è la prima vera canzone heavy metal di ogni tempo.

7. CHILDREN OF THE GRAVE – Dentro Master Of Reality, i riff pesanti abbondano. Quello di Children Of The Grave tuttavia è talmente heavy da svettare su tutti gli altri. Un’anticipazione primordiale del thrash metal e l’ennesima presa di posizione contro la guerra dei Black Sabbath.

8. SNOWBLIND – Vol. 4 è un altro album eccezionale. Molti pezzi sono indimenticabili (Into The Void per esempio), ma Snowblind è ancora oggi tra i più leggendari tributi alla cocaina, droga preferita dalla band in quel periodo, che si ricordino. Anche in questo caso, il brano sarebbe dovuto essere la titletrack del disco. Ovviamente l’etichetta non gradì e cambiò il titolo.

9. SABBATH BLOODY SABBATH – La parabola dei Sabbath inizia (lentamente) la sua parte discendente. Detto questo, il riff di Sabbath Bloody Sabbath ha segnato generazioni di chitarristi. In particolare la seconda metà della canzone è riconosciuta come uno dei momenti più pesanti e opprimenti mai sentiti fino a quel momento nell’hard rock tutto.

10. SYMPTOM OF THE UNIVERSE – Sabotage è un album denso di canzoni sperimentali. Ma non mancano i pezzi pesanti. Symptom Of The Universe racchiude, in due parti in antitesi, la filosofia del disco. Un riff proto-thrash metal sorregge un pezzo velocissimo, che però cambia abito trasformandosi senza preavviso in una jam irresistibile. Con tanto di aperture jazz, reggae e improvvisazioni di gran classe.

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