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Bob Dylan e quell’album che Beatles e Rolling Stones rifiutarono di registrare col menestrello

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Glyn Johns, produttore e tecnico del suono tra gli altri di Rolling Stones e Beatles, ha svelato che Bob Dylan avrebbe voluto fare un album con entrambe le band. Insieme. Ma qualcuno rifiutò l’invito del menestrello.

C’erano una volta Bob Dylan, i Beatles e i Rolling Stones. E in quegli anni che hanno rivoluzionato i successivi 50 di pop e rock c’era anche la possibilità che quei tre mostri sacri si unissero per produrre quello che, probabilmente, sarebbe stato l’album più magnificato della storia della musica. La proposta, si scopre ora, la lanciò il menestrello Bob, ma due persone si opposero, Mick Jagger e Paul McCartney. E non se ne fece niente.

A rivelare l’aneddoto nella sua autobiografia (non ancora pubblicata in Italia) Sound Man e in un’intervista a Rolling Stone America è stato un certo Glyn Johns, tra i produttori e ingegneri del suono più importanti degli anni Sessanta, con all’attivo album come Beggars BanquetSticky FingersLet It Bleed (Rolling Stones), Let It BeAbbey Road (The Beatles), Who’s NextQuadropheniaThe Who By Numbers (the Who), Stage Fright (The Band), Harvest (Neil Young), DesperadoOn the Border (Eagles), Combat Rock (The Clash).

«Un giorno Dylan mi chiese dell’ultimo album dei Beatles che avevamo appena finito e mi fece anche molti complimenti per il mio lavoro con gli Stones», scrive Johns. «In tutta risposta balbettai due parole su quanto tutti fossimo stati influenzati dal suo lavoro». Fu a quel punto che Bob se ne uscì con un’idea che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia della musica.

«Disse che aveva quest’idea di fare un album con i Beatles e gli Stones», continua Johns. «E mi chiese se mi fossi potuto informare se gli altri erano interessati. Io in quel momento ero completamente a bocca aperta. Potete immaginarvi i tre artisti che più hanno influenzato la musica popolare nel decennio precedente (gli anni Sessanta, ndr) fare un disco insieme?».

A quel punto la palla passava ai due gruppi. E non tutti i componenti reagirono allo stesso modo. «Keith e George (Richards e Harrison, ndr) pensavano fosse un’idea fantastica, anche perché erano dei grandi fan di Dylan», prosegue Johns. «Ringo, Charlie e Bill (Starr, Watts e Wyman, ndr) erano disponibili se tutti gli altri fossero stati d’accordo. John non era particolarmente interessato, ma non disse neppure un no secco. Paul e Mick (McCartney e Jagger, ndr) invece rifiutarono decisamente».

E così morì l’idea. «Mi ero già immaginato», confessa Johns, «che potessimo mettere insieme il miglior materiale di Mick e Keith, Paul e John, Bob e George, e quindi scegliere la migliore sezione ritmica di entrambe le band in base all’esigenza di ogni canzone che stessimo registrando. Paul e Mick però avevano probabilmente ragione. Ma io avrei dato qualunque cosa per poter registrare quell’album».

Johns non chiarisce a quando risalga l’aneddoto (probabilmente alla fine degli anni Sessanta, visto che Johns collaborò solo agli ultimi due album dei Fab Four). E magari l’autore potrebbe aver ricamato un po’ sulla storia, anche perché sembra strano che di un progetto del genere non parlasse direttamente Dylan con gli amici britannici. Ma quando le storie sono belle è anche più bello crederci.

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