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Bono sul suo impegno in politica: «Mi rendo conto sia impopolare»

Il leader degli U2 Bono Vox ha parlato delle conseguenze del suo impegno in politica in termini di popolarità. Ecco le sue dichiarazioni.

Bono politica

L’impegno politico è da sempre croce e delizia per la popolarità di Bono Vox. Da una parte, ci sono i molti fan del cantante e leader degli U2 che ne rivendicano generosità e meriti, dall’altra i tanti critici che lo accusano di farlo per interesse personale, rimproverando alla star irlandese il contrasto tra il suo stile di vita e i principi delle lotte che sostiene. Inoltre, sempre secondo i critici, Bono è troppo vicino ai potenti della Terra, talmente vicino che sembra più che altro compiacersene – a dispetto dei risultati concreti a cui questi rapporti dovrebbero portare. «Ma c’è una grande differenza tra ingraziarsi il potere ed essere vicino al potere» ha detto lui.

In questi giorni il frontman degli U2 è tornato sull’argomento. Durante un’intervista con l’Observer, il cantante ha ammesso che il suo coinvolgimento con la politica si è spesso dimostrato impopolare, causandogli attacchi personali, come l’essere fischiato e insultato durante conferenze pubbliche. Addirittura, ha ammesso Bono, una volta è stato inseguito per strada da attivisti tedeschi che brandivano cartelli con scritto “Make Bono History”, una revisitazione sarcastica della campagna “Make Povery History”, di cui la rockstar è stata tra i principali promotori. «Anche se stavo scappando per mettermi al sicuro, ho pensato che le cose che faccio sono giuste».

A Bono è capitato di essere fischiato anche durante una conferenza TED a Arusha, in Tanzania: «Ho preso i fischi da giovani imprenditori seduti tra il pubblico; pensavano che io fossi lì per spacciare l’idea di un’Africa in grado solo di supplicare aiuti, cosa che non potrebbe essere più lontano dalla verità. Ma se do fastidio ai capitalisti in Africa e agli anti-capitalisti in Europa, allora sono sulla strada giusta. Io non sono un idealista, non lo sono mai stato, mi piace essere pragmatico per trovare soluzioni ai problemi».

Uno dei temi su cui si basano le più aspre critiche dei detrattori di Bono riguarda la questione fiscale degli U2: la band è stata criticata per aver spostato gran parte del proprio patrimonio nel paradiso offshore delle Antille Olandesi. Bono ne ha parlato lo scorso febbraio, durante un discorso sulla povertà nel mondo. Il cantante è stato invitato dal vice primo ministro d’Irlanda, Eamon Gilmore, per discutere la politica fiscale del governo. «Gli U2 sono in totale armonia con la filosofia del nostro governo. La competitività fiscale ha permesso al nostro paese di uscire dalla povertà. È una conseguenza naturale che porti i soldi fuori dal paese e qualcuno invece li porti qui».

Intanto, è ancora mistero sul nuovo album degli U2. Dopo qualche apertura dei membri stessi della band negli scorsi mesi e le notizie trapelate dagli Stati Uniti sul titolo e la tracklist di un nuovo disco, nessuna news ufficiale è stata comunicata dal gruppo.

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