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Brian May scende in campo con il movimento Common Decency

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Brian May lancia In Inghilterra la campagna Common Decency, movimento “politicamente daltonico” che non guarda il colore di appartenenza dei candidati al Parlamento, ma alle qualità dei singoli individui. Foto di Elena Di Vincenzo.

Brian May come Beppe Grillo? Lo storico chitarrista dei Queen lancia oggi in Inghilterra la campagna Common Decency, un movimento che, nelle intenzioni dell’artista, possa innescare cambiamenti politici e sociali, che portino a una Gran Bretagna più giusta e compassionevole. Brian auspica una radicale riforma politica che porti alla fine dei privilegi e all’istituzione di un’autentica democrazia, nella quale la gente possa avere effettivamente voce in capitolo. L’obiettivo di May è di sensibilizzare l’opinione pubblica in vista delle prossime elezioni politiche del 7 maggio.

L’artista presenta così la sua iniziativa: “Nelle elezioni politiche del 2010, circa il 38% dell’elettorato, ovvero oltre 18 milioni di persone, non è andato a votare, con il risultato che nessun partito ha raccolto un numero sufficiente di voti per formare un governo. Gli accordi che ne sono seguiti, conclusi a porte chiuse, ci hanno inflitto una coalizione post-elettorale che nessuno aveva votato. Nei seguenti cinque anni di stasi, questo governo, come molti altri che l’hanno preceduto, ha ostinatamente resistito a tutti gli sforzi di istituire riforme, proteggere chi non ha voce nella nostra società, e rendere la Gran Bretagna un paese di pari opportunità. L’elettorato si è convinto che nessuno l’ascolta, e quindi i suoi voti non hanno alcun valore. L’intero sistema ha bisogno di essere smontato e ricostruito da zero. È ora che i cittadini riprendano possesso della democrazia.

La nostra bandiera è la Common Decency. Common Decency non è un altro partito politico. Common Decency è un movimento politicamente daltonico, che non guarda al colore politico dei candidati; il giudizio su un candidato non è determinato dal partito politico di appartenenza, ma solo dalle qualità della persona. Noi proponiamo questo: eleggere singoli individui che diano garanzia di comportarsi con decenza, trasparenza e responsabilità delle proprie decisioni una volta che si troveranno in Parlamento. Il 7 maggio voteremo per un nuovo Parlamento. Dopo cinque anni d’ impotenza, avremo soltanto 15 ore di democrazia. Per una volta possiamo provare a cogliere quest’opportunità per cambiare il sistema. Se ognuno di noi decidesse di ‘darsi una mossa’ e andasse a votare, potremo finalmente mandare a casa una volta per tutte gli approfittatori che gestiscono la politica come una cosa privata”.

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