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È colpa di Brian Wilson (Beach Boys) se Ozzy ha tentato di far fuori sua moglie

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Brian Wilson, attualmente in tour con la celebrazione del cinquantesimo anniversario di Pet Sounds, era uno che di droghe se ne intendeva molto bene. Dietro all’immagine dei surfisti a stelle e strisce tutti abbronzatura e vita sana, i Beach Boys in realtà nascondevano il lato oscuro della California della fine degli anni Sessanta: una vita fatta di eccessi di ogni tipo simile a quella dei Beatles e, proprio come quella dei Fab Four, nascosta accuratamente all’opinione pubblica dei tempi. Ironicamente, quasi nessuno di loro sapeva cosa volesse dire salire su una tavola da surf.

Il 28 dicembre del 1983, suo fratello Dennis, il batterista della formazione, era addirittura morto annegato in mare quando, distrutto da droghe ed alcol, si era gettato dallo yacht di un amico per recuperare un oggetto che aveva scagliato in acqua, accecato da un moto d’ira. La cosa era già folle in sé, ma venne resa ancora più tragica dal fatto che quell’oggetto Dennis l’avesse gettato in mare sei anni prima. Per i Beach Boys, ormai ridotti a sorta di Buffalo Bill del rock, fu una specie di colpo di grazia. Colui che più di tutti pagò quella tragedia fu, inevitabilmente, Brian, che a fatica era uscito dallo stato catatonico in cui era piombato ai tempi delle registrazioni di Smile, uno dei ghost album più celebri della storia del rock.

Per cercare di superare il dolore, Brian fu tentato di tornare a quelle abitudini che avevano contribuito a far saltare in aria il suo fragile sistema nervoso, ma l’aiuto prezioso della famiglia lo aiutò a non imboccare una strada che, molto probabilmente, gli sarebbe stata fatale. Ricominciò allora a fare l’unica cosa possibile: comporre musica, suonare un po’ in giro e andare a vedere qualche nuova leva del rock per tornare a farsi ispirare da altre band. Un po’ a sorpresa, una sera si presentò ad un concerto di Ozzy Osbourne, un altro personaggio che in quanto a sostanze psicotrope avrebbe potuto scrivere interi volumi.

Anche Ozzy in realtà non se la passa così bene: la sua carriera solista è alle stelle, ma la scomparsa del giovane amico chitarrista Randy Rhoads ha lasciato segni indelebili sulla sua psiche, anch’essa tutt’altro che stabile. Quando, nel backstage di un concerto al Madison Square Garden di New York, la moglie Sharon gli si avvicina chiedendogli se avesse potuto dedicare cinque minuti a Brian Wilson, il cantante dei Black Sabbath fece persino fatica a riconoscerla. «E chi cazzo sarebbe questo Brian Wilson?» chiede in qualche modo il Madman. Quando gli venne spiegato che quello che gli chiedeva gentilmente una foto era una delle più grandi leggende della storia del rock, Ozzy per un attimo si riprese. Gli venne anche detto di essere molto gentile, vista la tragedia capitata solo poche settimane prima in casa Wilson. Era sempre stato un fan accanito dei Beatles e dei Beach Boys, soprattutto del periodo in cui le due band prendevano spunto una dall’altra, creando capolavori a ripetizione. «Ok, fallo entrare e faremo questa cazzo di foto» disse infine biascicando.

Quando Wilson si presentò nei suoi camerini, Ozzy gli fece subito le condoglianze per la triste scomparsa del fratello. A sorpresa, Brian se ne andò indignato, mandando Ozzy su tutte le furie. «Pensa te che stronzo strafottente. Vieni qui a rompere le palle, mi fai perdere tempo e te ne vai come se fossi l’unico artista sulla faccia della Terra» sbottò il cantante aggiungendovi poi una serie di epiteti irripetibili. La mattina dopo, tuttavia, l’arcano venne svelato. Il telefono degli Osbourne suonò alle prime luci del mattino: era il manager di Wilson, indignato per come era stato trattato il suo assistito.

Ai complimenti del Beach Boys per l’ottimo show, Ozzy gli aveva risposto di essere molto contento per la morte in mare di suo fratello, aggiungendo che si trattava della morte migliore per un amante del surf. Il mix di eroina e barbiturici che gli serviva per continuare un tour che solo sua moglie voleva che andasse avanti ad ogni costo, gli aveva giocato uno dei soliti scherzetti. Tornato in sé e resosi conto di ciò che aveva fatto, il nostro chiamò personalmente Brian per chiedergli scusa, ottenendo l’agognato perdono. Per molti, quella fu una delle motivazioni che, poco tempo dopo, portò il vecchio Ozzy a tentare di strangolare la sua dolce Sharon.

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