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Buon compleanno Paul McCartney 70 anni per Sir Paul

Oggi, 18 giugno, è il compleanno di Paul McCartney, che compie 70 anni. Sono passati decenni da quando con i Beatles scriveva la storia della musica popular, ma la scintilla nei suoi occhi brilla come allora.

Oggi, 18 giugno 2012, è il compleanno di Paul McCartney. Sir Paul compie 70 anni. Sono passati diversi decenni – e altri gruppi e dischi solisti – da quando con i Beatles scriveva in modo indelebile la storia della musica popular, ma la scintilla nei suoi occhi brilla come allora. Fin da quand’era un ragazzino, Macca aveva paura d’invecchiare. Non sapeva che la musica (e tutti noi con essa) non gliel’avrebbe permesso.

Il 7 luglio 1966 è il giorno del sessantaquattresimo compleanno di Jim McCartney. Arrivato il momento dei regali, suo figlio Paul intona un brano scritto all’età di quindici anni, quando suonava nei Quarrymen: When I’m Sixty Four. Una canzone non troppo complicata, che nasconde però nei versi (Will you still need me/ Will you still feed me/ When I’m sixty-four) un grande segreto: «È un film dell’orrore, la visione di Paul dell’Inferno», come dirà poi George Martin, storico produttore dei Fab Four. Con quel brano Macca voleva esorcizzare, seppur con garbata ironia, una sua grande paura: invecchiare.

L’anno dopo il mondo si fermava ad ascoltare Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Un album strepitoso. Le aveva tutte. Una copertina colorata, esplosiva, che ritraeva la visione che i Beatles avevano in quel momento, un formato-libro e all’interno, per la prima volta nella storia della musica, i testi delle canzoni. E quella canzone. La mente dietro il progetto? McCartney. Si dice che durante le registrazioni dell’album i Fab Four avessero continue discussioni riguardo ai concerti. John, George e Ringo non volevano saperne di continuare l’avventura live – tutte quella gente che li costringeva a rimanere segregati nelle camere d’albergo gli impediva di godersi la dorata vita da rockstar. Paul, invece, aveva ancora una grande voglia di suonare. L’ha sempre avuta. I suoi strumenti – quella chitarra con il manico al contrario o il tipico basso – lo facevano sentire vivo. Funziona ancora oggi, come se i cavi lo collegassero al pianeta Terra invece che ad amplificatori di ogni forma e colore.

Il 18 giugno 2012 Paul compie 70 anni. Se lo vediamo ancora in stato di grazia è merito soprattutto della musica. Le deve molto, come Bob Dylan al suo Never Ending Tour. È come se Macca non fosse mai sceso dal tetto dell’edificio della Apple – l’etichetta dei Beatles che ispirò Steve Jobs – sui ci si trovava quel 30 gennaio ’69. L’episodio è significativo: i Fab Four stavano suonando Get Back, prima che arrivasse la polizia. Mal Evans – assistente personale e roadie dei Beatles – aveva staccato gli amplificatori di Lennon e Harrison. McCartney, come risposta, aveva iniziato a improvvisare cantando: «You’ve been playing on the roofs again / And that’s no good, and you know / Your Mummy doesn’t like that / She gets angry… She’s gonna have you arrested / Get back!» (Siete andati ancora a suonare sul tetto e questo non va bene, sapete che non piace alla vostra mamma, si arrabbierà, vi farà arrestare tutti, tornate indietro!).

Oggi, a distanza di 50 anni dai primi concerti, Paul è ancora con la sua band on the run (profetico fu il titolo del grande album dei Wings, suo storico gruppo dopo i Beatles). Perché l’importante è tenere quel basso acceso, in giro per il mondo. È l’unico modo per fargli passare la paura dell’Inferno. Di certo, noi ancora oggi abbiamo bisogno di lui. We still need you, Paul.

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