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Il brivido dei Calibro 35

In una serata speciale al Teatro dal Verme di Milano, venerdì 21 ottobre sul palco insieme a Calibro 35 numerosi artisti per celebrare la musica di uno dei generi di culto del cinema italiano degli anni 70.  Uno spettacolo in cui Calibro 35 eseguiranno un vasto repertorio da loro mai eseguito né live né su disco. Ospiti Georgeanne Kalweit, Alessandra Cortini (Il Genio), Gak Sato (Vinicio Capossela), Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Sebastiano De Gennaro (Le Luci Della Centrale Elettrica, Edda), Paolo Raineri (JunkFood), Daniela Savoldi.

Al classico cinema d’azione di “guardie e ladri” degli anni ’70, alla cui esplorazione e divulgazione la band è sempre stata fedele, si affianca infatti un altro filone che almeno una volta merita di essere celebrato: è quello del cinema del brivido italiano, termine che racchiude un’ampia categoria film che vanno dai primi gialli visionari dell’innovatore Dario Argento, a horror come Reazione a catena di Mario Bava, palese fonte di ispirazione del cinema slasher americano che tanto successo ha continuato ad avere nel corso dei decenni, fino allo splatter di pellicole come Cannibal Holocaust. Un cinema i cui protagonisti sono figure di lucidi psicopatici, i cui atti violenti sono caratterizzati dalla marcata componente erotica tipica degli anni seguiti alla liberazione sessuale. Film dal furore visivo ai confini della sopportazione per l’estetica e la morale dell’epoca, accompagnati da superbe colonne sonore in cui si cimentarono grandi maestri come Ennio Morricone, Riz Ortolani, così come la strana coppia Goblin/Gaslini che firmò il commento sonoro di Profondo Rosso, forse il risultato più popolare tra i molti. Va ricordato che tra tutti questi filoni il Giallo all’Italiana in particolare è stato uno dei maggiori successi del nostro cinema di genere nel mondo, insieme al più blasonato spaghetti western. Calibro 35 firma quindi un tributo dal vivo a questa eccellente produzione musicale, con un concerto ricco di ospiti: alla classica formazione a quattro si affiancano infatti le percussioni di Sebastiano De Gennaro e una sezione di archi e fiati che daranno vita a un’esibizione più orchestrale.

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