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Clementino: «L’Italia non è ancora pronta per il vero rap, tocca a noi educarla»

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Dopo un lungo periodo di stop, che lo ha costretto a stare lontano dal palco a causa di un delicato intervento alle corde vocali, Clementino torna in scena con l’attesissimo Ultimo Round Tour. Si parte con il concerto di Perugia il 17 giugno, per terminare il 21 settembre a Napoli. Una serie di tappe live in cui la Iena White del rap italiano alternerà numerosi ospiti e sorprese.

Anzitutto, bentornato! «Questi due mesi di silenzio sono stati infernali! Fortunatamente l’intervento che ho subito in Francia è andato bene e ora posso ricominciare a cantare. Mi attende un lungo tour che mi porterà in giro per l’Italia per tutta l’estate. Sono molto carico. Ho rotto il ghiaccio esibendomi sul palco dei Wind Music Awards, ma la vera prova del nove sarà la prima tappa di Ultimo Round Tour».

Cosa dobbiamo aspettarci? «Non un semplice concerto ma uno spettacolo in tre atti, come accade in teatro. Ogni atto conterrà 8 o 9 canzoni. Ci saranno medley di miei vecchi successi, da O’ Vient a Cos Cos Cos, fino a La Luce. Non mancheranno pezzi importanti come Toxico e Fratello, così come i brani del mio ultimo album Miracolo!, con l’omaggio a De André e alla sua Don Raffaé, presentato quest’anno al Festival di Sanremo, nella serata dedicata alle cover. Durante il concerto ci sarà, ovviamente, anche tanto freestyle. E poi scenografie e luci da paura!».

Insomma un grande show a 360 gradi, tra passato e presente, con amici e ospiti speciali. «Assolutamente sì. In tour mi verranno a trovare diversi amici e colleghi. A Milano, il 24 giugno, saliranno sul palco Salmo, Noyz Narcos e altri nomi importanti della scena rap italiana che annunceremo a breve. A Lucca mi raggiungeranno Fabri Fibra, Marracash, Gué Pequeno. Dj TY1, invece, sarà presente a ogni tappa. Ci divertiremo!»

In scaletta ci sarà anche spazio per ricordare il grande Pino Daniele, con il quale avevi un rapporto speciale. «Pino è sempre nel mio cuore. Il miglior cantante e musicista che abbia mai incontrato, ma soprattutto, un grande uomo. Per me è stato un maestro, di musica e di vita. Ho avuto la fortuna di poter lavorare con lui, di frequentarlo. Una delle emozioni più forti che ho provato è stato quando abbiamo duettato nel brano Da che parte stai?, canzone che ho scritto mentre ero in Birmania, per partecipare ad una trasmissione. A Pino piacque molto il testo, tanto da voler cantare il ritornello. Un vero onore per me».

Ti attendono mesi di fuoco: le date del tour aumentano di continuo. Riesci a trovare il tempo per nuovi progetti? «Tu stai parlando con uno che scrive di continuo! (ride, ndr). È più forte di me, sono iperattivo. Pensa che ieri mattina mi sono svegliato e ho scritto tre canzoni, poi ho girato un video nuovo e, subito dopo, ho partecipato a una serata di freestyle. Tutto questo in città diverse».

Il rap è proprio la tua vita! «Fa parte di me, da sempre. Io credo che la musica, il rap in particolare, debba raccontare storie, scovare verità, anche dolorose. Canzoni come denuncia, per lanciare un messaggio sociale. Penso alla mia Napoli, alla sofferenza del Sud Italia, ma anche ad altre realtà più lontane. Ecco, il rap deve continuare a parlare di queste situazioni e smuovere le coscienze».

In Italia è ancora così? Il rap di casa nostra svolge questo ruolo? «Io credo di sì. Il rap è nato per questo. Forse l’Italia non è ancora del tutto pronta: tocca a noi cantanti e musicisti educarla al vero rap».

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