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Dai Blur ai Phoenix, il meglio del Coachella 2013

Si è tenuta nei giorni scorsi il primo weekend dell’edizione 2013 del Coachella Festival, che ha visto alternarsi sui vari palchi nomi come Stone Roses, Blur, Phoenix, Xx, Yeah Yeah Yeahs, Postal Service e molti altri.

coachella 2013

Il weekend passato si è tenuto la prima parte del Cochella Festival, che con la sua selezione di alternative e indie rock, hip hop e EDM, si conferma come uno dei più importanti appuntamenti estivi. La prima giornata ha presentato una line up decisamente brit-pop oriented, con gli Stone Roses e i Blur come ospiti principali. A dire la verità la scelta del gruppo di Ian Brown come headliner ha lasciato perplesso il pubblico americano, ignari della storia della band recentemente riformatasi, tanto che per tutta la sera il principale trend su Twitter è stato «chi diavolo sono gli Stone Roses?».

I vari spettatori dai gusti non così marcatamente anglofili hanno potuto ripiegare sul duo canadese Tegan & Sara e sugli How To Destroy Angels, il nuovo progetto di Trent Raznor, che si è esibito dietro una serie di schermi luminosi. Non ha avuto problemi ad essere riconosciuto invece l’altro gruppo battente bandiera inglese presente, i Blur di Damon Albarn, che si sono rivelati in splendida forma con formazione allargata a coristi e una sezione di ottoni. Boys & Girls, Parklife, Tender, Song 2 sono solo alcune delle hit che la band ha proposto, riscuotendo un ottimo feedback. A chiudere il triangolo tutto britannico, l’esibizione nel pomeriggio di Johnny Marr, ex chitarrista degli Smiths, che ha proposto dal vivo il suo ultimo lavoro solista The Messenger quasi per intero, non tralasciando di regalare ai fan più nostalgici la sua versione della storica hit della ex band How Soon is Now. Tra i gruppi britannici emergenti invece si sono esibiti i promettenti Alt-J e il giovanissimo Jake Bugg.

Altri ospiti molto attesi, gli Yeah Yeah Yeahs a pochi giorni dall’uscita del loro nuovo lavoro Mosquito e alla terza esibizione sul palco principale del Coachella. Trascinati dall’effervescente Karen O. hanno suonato il nuovo singolo Sacrilege, ma anche i vecchi brani Rich, Heads Will Roll, Subways e Maps.

I grandi assenti Daft Punk, più volte dati come partecipanti dalle voci di corridoio salvo poi essere definitivamente smentiti, hanno comunque trovato il modo di non far sentire la propria mancanza, annunciando con un video trasmesso sui maxischermi le partecipazioni del nuovo album in uscita il 21 maggio, tra cui spiccano Panda Bear, Julian Casablancas e Pharrell Williams. Del brano realizzato con quest’ultimo è stata inoltre trasmessa un’ anticipazione di poco più di un minuto.

Cari amici e connazionali dei due robot francesi, i Phoenix sono stati invece protagonisti della seconda giornata. Oltre che portare nel deserto della California la loro miscela di indie ed elettronica, hanno sorpreso i presenti ospitando sul palco il genio R&B Robert Kelly. Prima di loro, il palco principale aveva visto la presenza del trio Xx, che durante l’intervista ha confessato di aver scritto alcuni brani per il prossimo film di Baz Luhrmann, Il grande Gatsby. La scaletta di sabato è stata segnata dal filo rosso dell’elettronica o elettropop, più o meno marcato, di gruppi come Postal Service, Hot Chip, New Order, fino a quella più dance dell’italiano Benny Benassi.

Domenica inoltre si sono esibiti Red Hot Chili Pappers, Nick Cave and the Bad Seeds, Vampire Weekend, Wu-Tang Clan e James Blake.

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