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Come i cantanti e i musicisti hanno reagito agli attentati di Parigi

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di Alvise Losi
Foto di Francesco Prandoni

La strage, o forse sarebbe il caso di dire le stragi, di Parigi ha lasciato un’impronta molto profonda nelle coscienze e nelle menti di tutti gli europei. Gli attacchi terroristici coordinati nella serata di venerdì 13 novembre nella capitale francese, da parte di un gruppo di almeno sette estremisti islamici armati di mitragliatori e cinture esplosive, hanno gettato in un senso di smarrimento la popolazione non solo francese, ma di tutta l’Europa. Ognuno vive e ha vissuto il lutto di quanto accaduto a proprio modo. E così anche moltissimi artisti e musicisti italiani e internazionali, innanzitutto quelli che già sono in tour, ma anche quelli che invece magari lo hanno appena finito, lo devono ancora iniziare o sono in studio a registrare un album, hanno voluto mostrare la propria vicinanza alle vittime di Parigi.

CESARE CREMONINI
Uno dei primi in Italia a parlare è stato Cesare Cremonini, che ha deciso di non annullare nessuna data del suo Più Che Logico Tour, a partire dalla sera immediatamente successiva, sabato 14, quando ha suonato a Milano per la seconda sera consecutiva. “Sono sceso dal palco e immediatamente mi hanno informato sui fatti terribili di Parigi. Il mio, di cuore, si è spento in un istante”, ha scritto su Facebook dopo il primo concerto tenuto venerdì 13. “Ho cercato di prendere sonno ma nella mente avevo le immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo per questa tragedia senza senso alcuno. Avrei voluto raccontarvi, con il mio solito entusiasmo, tutt’altro, perché quello che ho dato e mi avete donato ieri notte è stato l’esatto contrario della morte, l’antidoto al terrore, la fine della paura. La scelta è tra risalire sul palco con il cuore dimesso, o pronto a portare il doppio d’amore. Io, lo sento fortemente, ho già scelto la seconda. Siamo testimoni e portatori di VITA. Non rinuncio a questo perché non cado nella trappola. È una responsabilità che si prende giorno per giorno questa, nonostante tutto. Servirebbe il silenzio, lo so, ne avrei bisogno anche io, per tenere e ordinare dentro il dolore che umilia ogni cosa, anche le più belle. Ma il silenzio oggi diventerà musica, la più grande testimone di esistenza. Di unione. Di vita”.

“Rispetto il tuo pensiero, io invece penso si debba suonare ancora più forte”, ha poi risposto su Facebook a un fan che gli diceva che sarebbe stato meglio non suonare. “Detto questo occhio, perché i motivi degli annullamenti, per i grandi tour internazionali (U2 che dovevano esibirsi a Parigi compresi) sono spesso “mascherati” sotto la opportuna voce giusta del rispetto per le innocenti vittime, ma intendono anche rispettare, senza dirlo per evitare allarmismi, la sicurezza necessaria affinché si svolga tutto nel modo previsto. La polizia e l’intelligence non hanno bisogno di altri obiettivi sensibili in questo momento”.

TIZIANO FERRO
“È un momento drammatico e troppo delicato”, ha scritto Tiziano Ferro, che venerdì 13 aveva debuttato a Torino con il tour nei palazzetti, sul suo profilo Facebook. “Ho pensato a fondo all’idea di posticipare o cancellare i prossimi concerti. Non me la sento. La verità è che non è giusto. La musica mi ha sempre aiutato nei momenti peggiori ed è per questo che la musica non si deve fermare. Per riflettere, per stare insieme, per andare avanti, senza nessun timore. Questo è quello che penso io. Con amore e supporto. Ci vediamo là…!”.

LORENZO JOVANOTTI
Chi non è ancora in tour ma lo inizierà presto è Jovanotti. “Scrivo queste righe per unirmi al dolore e allo sgomento di tutti. Il mio pensiero va a chi ha perso una persona cara”, ha postato Lorenzo sul suo profilo Facebook. “L’obiettivo di questi attentatori è la Libertà, è il multiculturalismo, è la società aperta, la civiltà, la modernità, il progresso, la democrazia, l’uguaglianza, le cose di cui Parigi è un simbolo fortissimo. Se date un’occhiata alla lista dei nomi delle persone uccise troverete echi di ogni parte del mondo, fateci caso, oppure guardatevi intorno quando sarete al prossimo concerto, intorno a voi ci sono esseri umani, e sono lì con voi. […] Sono disorientato e triste, ma convinto che gli attentatori non vinceranno mai. Quando in tantissimi oggi scriviamo “je sui Paris” non diciamo una cosa retorica, affermiamo e confermiamo una condizione dell’essere, la libertà è ciò per cui ci spendiamo e verso cui vogliamo tendere, sempre di più. […] Oggi il dolore e lo sgomento, domani l’impossibilità di dimenticare e tutte le misure necessarie da adottare e i sistemi da rafforzare, ma già da subito rimettersi in cammino verso la prossima partita di calcio, la prossima passeggiata, il prossimo concerto da andare a sentire. Io sono Parigi, Je suis Paris, con tutto quello che comporta esserlo oggi, ma specialmente per quello che voglio sia anche domani e che sono le grandi città, le città con le luci accese e con le porte aperte. Non cambieremo abitudini, le rafforzeremo, saremo migliori, saremo più attenti, ma non smetteremo di voler essere liberi”.

FOO FIGHTERS
La scelta che ha destato più scalpore è stata quella dei Foo Fighters, che dopo aver suonato venerdì 13 a Bologna, hanno annullato non solo la data di sabato 14 a Torino, ma anche tutto il restante tour europeo. A sostituirli ci hanno pensato i loro fan, che si sono comunque ritrovati fuori dal palazzetto del capoluogo piemontese e hanno improvvisato una breve esibizione.

La musica è più forte dell’odio (music is louder than hate) #FooFighters #Torino #PrayForParis

Posted by Foo Fighters Italia on Domenica 15 novembre 2015

DEFTONES
Anche i Deftones hanno preso la decisione dei Foo Fighters, e cioè di annullare tutto il tour, a partire naturalmente dai tre concerti consecutivi che avrebbero dovuto tenere proprio al Bataclan dalla sera successiva alla strage. Una scelta dettata dalla loro reale vicinanza agli eventi di Parigi (alcuni membri della band erano al Bataclan venerdì 13 e si sarebbero salvati solo perché andati via 15 minuti prima dell’inizio dell’attacco). “E’ stato detto, scritto e visto molto sui vari media riguardo agli eventi di Parigi”, hanno comunicato i Deftones sulla loro pagina Facebook. “Alcuni di noi stavano assistendo al concerto al Bataclan e le nostre famiglie erano a poche centinaia di metri di distanza. Siamo stati a Parigi molte, molte volte, e abbiamo sempre fatto alcuni dei nostri più bei concerti in questa città incredibilmente elettrica. Detto questo, e facendo le nostre più sincere e profonde condoglianze, unite ad amore e rispetto per chiunque sia stato coinvolto e per tutti coloro che vivono su questo pianeta, dobbiamo ritornare a casa con i nostri cari. Torneremo quando sarà un momento più opportuno”.

MADONNA
Opposta la scelta di un’altra artista americana, Madonna, che ha invece deciso di salire sul palco la sera di sabato 14. “Grazie Stoccolma! Lo show di questa sera era difficile, ma c’era così tanto amore in questo palazzetto che mi ha fatto sentire che come se stessimo trasformando le tenebre in luce. Ed è questo il nostro compito come esseri umani!”. La popstar aveva cantato Like A Prayer dedicandola alle vittime di Parigi, spiegando anche che la sua decisione di suonare era dettata dal fatto di non voler cedere ai terroristi.

U2
La band irlandese ha annullato i due concerti che avrebbe dovuto tenere a Parigi proprio nel fine settimana degli attacchi, sabato 14 e domenica 15 novembre, spiegando però che non si tratta di un annullamento completo perché gli show saranno posticipati a tempo debito. “Abbiamo assistito in preda all’incredulità agli eventi di Parigi e i nostri cuori sono vicini alle vittime e alle loro famiglie”, hanno scritto gli U2 sul loro sito. “Siamo devastati per la perdita di vite al concerto degli Eagles of Death Metal e i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla band e ai suoi fan. E preghiamo che tutti i nostri fan a Parigi siano al sicuro”. Il sabato si sono poi presentati davanti al Bataclan, la sala da concerti dove è morta la maggior parte delle persone, per un momento di raccoglimento.

COLDPLAY
Chris Martin e compagni hanno deciso di posticipare un’esibizione che avrebbero dovuto tenere a Los Angeles “per rispetto nei confronti dei terribili eventi di Parigi”. La band ha però voluto comunque suonare poche canzoni per chi era già arrivato alla sede del concerto. E tra queste non poteva mancare una cover di Imagine di John Lennon.

https://twitter.com/zainabziti/status/665537558898675712

EDITORS
La band ha deciso di proseguire il tour ma di cancellare il concerto di Lione per rispettare i tre giorni di lutto nazionale in Francia. “In seguito ai tragici eventi di Parigi e per rispetto di tutti i francesi, non senza dispiacere annunciamo la cancellazione del nostro concerto a Lione domenica”, hanno scritto gli Editors sul proprio profilo Facebook. “Tutti i concerti a Lione sono stati cancellati fino a martedì per onorare i tre giorni di lutto nazionale in Francia. Sarebbe troppo presto suonare mentre una nazione intera sta ancora piangendo dopo questi tragici eventi. Ci scusiamo con coloro che non saranno d’accordo, riorganizzeremo il concerto. Vive la France. Pace”.

MOTÖRHEAD
Anche i Motörhead hanno preferito posticipare il proprio concerto di Parigi, che si sarebbe dovuto tenere allo Zenith domenica 15 novembre. “Innanzitutto, cosa possiamo dire? I nostri cuori sono vicini a chiunque abbia sofferto a Parigi. Siamo profondamente dispiaciuti ed è tutto così terribile. Grazie a chiunque si sia voluto informare sulla nostra salute, tutti nel Motörcamp sono in salvo nonostante, come forse avrete saputo, Parigi e tutta la Francia sono in stato di allarme fino a quando le autorità locali avranno chiarito la situazione. Speriamo che tutti possano guarire. Vista la situazione che i nostri fratelli e sorelle stanno affrontando a Parigi, dobbiamo posporre il nostro concerto a gennaio. Vi daremo dettagli al più presto”.

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