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Concerto del Primo Maggio 2013, la cronaca e le polemiche

Come ogni anno, ieri si è tenuto il Concerto del Primo Maggio con i consueti problemi e critiche che lo accompagnano. Ecco cosa è successo.

Concerto primo maggio 2013

Ogni anno risulta sempre più difficile parlare del Concerto del Primo Maggio senza ripetersi e senza cadere nei soliti stereotipi. Perché l’annuale evento di piazza San Giovanni ha questa incredibile capacità di mutare ogni anno, senza che mai cambino  le critiche che lo accolgono. O forse lui non cambia mai, e siamo noi che ce ne sorprendiamo sempre in maniera diversa. Fatto sta che anche per l’edizione 2013 rimangono intatti molte delle questioni di cui si è già ampiamente discusso. Se l’anno scorso gli Afterhours erano stati penalizzati dall’organizzazione, rimanendo fuori dalla diretta televisiva, quest’anno è toccato al povero Cristiano De André, che ha suonato per ultimo a telecamere spente. Gli inevitabili ritardi organizzativi dello spettacolo dal vivo, e i tempi dei cambi palco al limite dell’possibile, con set che vanno dalla rock band classica all’orchestra, mal si conciliano con le esigenze televisive, in cui a dettare i ritmi sono le pubblicità e il palinsesto. Ed ecco allora che gli spot televisivi costringono a tagliare alcune esibizioni, tra cui quella di Emidio Clementi dei Massimo Volume con la Grande Orchestra Rock. I vincitori del 1M festival Crifiu, selezionati tra molte band emergenti, si vedono cancellare il loro premio, l’esibizione tra i “big”, a dimostrazione che i pesci piccoli sono i primi ad essere sacrificati. Problemi di audio a parte (senza i volumi sballati che primo maggio sarebbe?) i 2013 è stato segnato anche dalla pioggia, che per tutta la giornata a tormentato a intermittenza il popolo di Piazza San Giovanni.

L’evento è iniziato alle 15.00 lasciando l’incombenza di aprire le danze agli emergenti Aeguana Way, Almamediterranea, Le Metamorfosi, Honeybird & The BirdiesToromeccanica e ai salentini Crifiu, che come già abbiamo detto, nonostante la vittoria non hanno potuto esibirsi nella seconda, e più importante, parte del concerto. È poi il momento di Enzo Avitabile, al record di presenze, accompagnato dall’ensamble I Bottari, percussionisti di botti della tradizione partenopea e subito dopo dagli Africa Unite, in formazione revival ’93, con Max Casacci (Subsonica) tornato alla chitarra e al suo primo amore. Le prime scosse rock arrivano con i Marta Sui Tubi e i Ministri, che riescono a smuovere la situazione con la loro carica dal vivo, sebbene penalizzati da una pessima resa audio.

Dopo di loro spazio all’elettronica danzereccia dei Motel Connection che esordisce con la storica Two, a Renzo Rubino, fresco dell’esperienza Sanremese, e a Marco Notari. Chiudono la prima parte dello show i Management Del Dolore Post-operatorio che raccolgono l’eredità morale di Pierò Pelù, che nel ’93 criticò apertamente le scelte del papa sulle tematiche sessuali. Il frontman del gruppo abruzzese si presenta sul palco con un improbabile acconciatura francescana, tenendo in mano un condom come se fosse un’ostia e recitando una versione distorta dell’atto eucaristico. Da qui la scelta della Rai di troncare l’esibizione al secondo pezzo. Ma il cantante Luca Romagnoli non l’ha presa bene, e in segno di protesta si è tolto i pantaloni rimanendo completamente nudo davanti alla piazza perplessa, fino a che non è stato portato via dalla sicurezza. L’organizzatore Marco G0dano ha poi preso le distanze dal gesto «non in linea con lo spirito del Concertone», lasciando intendere che per il gruppo ci saranno anche conseguenze legali.

A dimostrare la rinnovata intenzione di guardare anche alla cosiddetta “musica colta” la seconda parte del dello spettacolo inizia con i 100 violoncelli di Giovanni Sollima, che propone una rilettura potente dell’Inno Di Mameli, con citazioni di Bella Ciao. Tocca poi alla Grande Orchestra Rock di Vittorio Cosma, impegnata in un tributo ai padri del progressive rock italiano, Area, Pfm, Banco Del Mutuo Soccorso. Sale sul palco Daniele Silvesrti, che però si esibisce in una sola canzone, A Bocca Chiusa, portata all’ultimo Sanremo. A proposito, è da notare l’altissima presenza di partecipanti in comune con il festival di Fabio Fazio (oltre a Silvestri anche Marta Sui Tubi, Max Gazzè, Renzo Rubino, gli Elii) che fa certamente riflettere. E infatti poi la volta di Gazzè.

Il finale vede invece protagonisti Elio e le Storie Tese e il jolly Mengoni, in giacche di tweed e con la partecipazione di Eugenio Finardi. Attesissimo ovviamente Il Complesso Del Primo Maggio, che suonata proprio dal palco di cui canta assume nuove sfumature di ironia. Il finale televisivo spetta invece a Vinicio Capossela, ultimo ad essere annunciato e ultimo ad andare in onda sul canale Rai.

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