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Counting Crows: «Adoriamo suonare dal vivo, soprattutto in Italia»

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In un’estate come al solito affollata di concerti sotto le stelle, ritornano in Italia i Counting Crows, per tre infuocate date in programma a Sesto San Giovanni (13 luglio, Carroponte), Pescara (14 luglio, Teatro D’Annunzio) e Roma (16 luglio), dove apriranno il tanto atteso concerto di Springsteen al Circo Massimo. Con oltre venticinque anni di carriera, milioni di dischi venduti e l’attitudine dannatamente live della band, i Counting Crows sono una delle band più acclamate del rock a stelle e strisce con un folto numero di fan anche nel nostro Paese. Per prepararci al meglio agli imminenti show abbiamo fatto quattro chiacchiere con uno dei membri fondatori, il carismatico frontman Adam Duritz oltre che vera anima della gruppo, che ci ha confidato il grande amore per l’ Italia (anche se negli ultimi anni, non per sua intenzione, l’ha un po’ trascurata).

Lo scorso novembre, in un gremito Alcatraz, avevi annunciato il ritorno in estate e hai mantenuto la promessa, cosa ti piace del nostro paese? Moltissime cose! Innanzitutto, molto probabilmente, avete il miglior cibo del pianeta! Ma c’è molto di più. Quando sono qui mi sento come un italiano che ha una grande opportunità di vivere al meglio. Impossibile trascorrere un po’ di tempo nella vostra bellissima terra senza sentire il desiderio di migliorare la propria vita.

Fin dagli esordi il pubblico italiano è tra i più affezionati alla vostra musica, come mai siete mancati per così tanto tempo? Credimi, ognuno di noi avrebbe voluto venire in Italia più spesso. Purtroppo non sempre puoi scegliere dove andare a suonare. Le date devono essere fonte di profitto per tutti (e non sempre lo sono) soprattutto per chi rischia di più, ossia gli organizzatori. Oggi siamo contenti di tornare  da voi grazie allo sforzo dei promoter e di tutti quelli a cui siamo mancati.

La vostra musica è nata per essere suonata dal vivo. Sul palco sembrate divertirvi molto, cosa vi piace maggiormente interpretare  in concerto? Adoriamo suonare live. La scaletta è molto varia e cambia ogni sera, così non abbiamo mai idea di come sarà veramente lo  spettacolo. Ultimamente mi piace molto suonare Palisades Park, da Somewhere Under Wonderland, il nostro ultimo lavoro.

Il sound che vi ha sempre caratterizzato è pieno di atmosfere diverse e momenti introspettivi che trovano la loro espressione migliore in luoghi più raccolti. Dove vi piace maggiormente suonare?Ci piace suonare in molti posti. Nei piccoli club è amorevole l’intimità che si crea, ma spesso è troppo facile. Davanti a 60.000 persone che urlano, creare il silenzio a tal punto da sentire cadere uno spillo è veramente sensazionale.

Il 16 luglio a Roma aprirete il concerto di Springsteen in un posto poetico, siete emozionati? Siamo molto eccitati. Non abbiamo mai aperto per il Boss! Il fatto di avere in Italia un numero così enorme di persone davanti sarà davvero emozionante. Per noi sarà una grande occasione per tornare più spesso.

In passato, soprattutto dal vivo, avete dedicato molti tributi a Springsteen, che tipo di rapporto hai con Bruce? Ci conosciamo da molto tempo, io sono un suo grande fan. In realtà, però, quando sono vicino a lui non riesco molto a conversare, divento timidissimo. D’altronde il suo carisma è prorompente, altrimenti non sarebbe il Boss!

La vostra musica ha radici molto remote. Com’è la scena rock negli States oggi? Stupefacente. Ci sono così tante grandi band in America negli ultimi tempi. La maggior parte di loro non sono molto conosciute,  ma c’è una quantità incredibile di musica di ottimo livello. Il problema è l’ industria musicale che, a dire il vero, è un disastro! Ma la qualità dei gruppi è assolutamente fantastica.

Siete soddisfatti del vostro percorso musicale fino ad ora, avete in programma un nuovo lavoro a breve? Siamo molto soddisfatti della nostra carriera e ci riteniamo molto fortunati. Chiunque vorrebbe sempre di più, ma abbiamo sempre fatto quello che ci sentivamo di fare. Non so ancora quando uscirà il nuovo lavoro, stiamo scrivendolo ora, ma sono sicuro che ci vedremo spesso in futuro. Almeno lo spero!

 

Non ci resta  che aspettare gli imminenti concerti italiani per ammirare da vicino i favolosi dread di Adam ed immergersi nelle conturbanti  canzoni della band. Nella speranza che la longevità del gruppo e l’amore per il pubblico italiano facciano tornare i Crows ogni volta che lo desiderano.

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