Notizie

David Ellefson: «Benvenuti nell’era 3.0 dei Megadeth»

david-ellefson-megadeth-2016
di Jacopo Casati
Foto di Mathias Marchioni

David Ellefson ha condiviso con Dave Mustaine tutti i momenti migliori (e peggiori) dei Megadeth. Uno così può essere solo un santo, o comunque una persona dotata di raziocinio e lucidità in dosi mostruose, per rimanere dietro a tutto quanto combinato (nel bene e nel male) dall’istrionico leader di una delle band metal più famose al mondo. Capace in oltre 30 anni di carriera di vendere più di 50 milioni di dischi in tutto il mondo. Non male no?

Nonostante abbia avuto in passato l’occasione di chiacchierare più volte con Dave e David, raramente ero riuscito ad analizzare in modo così rapido, completo e approfondito la storia (soprattutto quella recente) della band come in occasione dell’incontro con Ellefson al Gods Of Metal. E’ sicuramente la persona perfetta in questo momento per analizzare lo stato di un combo che, dopo la pubblicazione del quindicesimo disco in studio Dystopia, è certamente rinata anche dal vivo.

La scomparsa di Nick Menza è stata un colpo durissimo per i fan della band. Specialmente all’indomani della reunion mai avvenuta della line-up dell’era Rust In Peace. Come l’avete vissuta internamente?
Siamo rimasti sgomenti quando abbiamo appreso la notizia di Nick. Siamo in tour da due settimane, la comunicazione ci è arrivata nella notte, in un periodo in cui viaggiavamo negli States, suonavamo dal vivo e provavamo i nuovi pezzi. Credo che ci vorrà del tempo per elaborare il lutto. Dave (Mustaine, ndr) dal 22 maggio chiede un minuto di silenzio ai fan per ricordarlo durante ogni show. E’ molto difficile trovare le parole giuste per parlare di Nick, una persona con cui abbiamo davvero condiviso l’epoca maggiormente luminosa e ricca di successi per la band. I rapporti non sono sempre stati facili tra di noi, ma eravamo davvero legati, anche se da fuori poteva sembrare il contrario.

Relativamente alla reunion mancata, hai commenti da fare?
Posso dirti in tutta onestà che abbiamo provato in ogni modo a far sì che accadesse. A dire il vero si è anche andati oltre. Il nostro ex manager era sicuro che fosse l’unica possibilità per far sì che i Megadeth continuassero ad aver successo.

Per questo motivo è un “ex” manager adesso, vero?
Esattamente. Abbiamo provato insieme a Nick i vecchi pezzi, abbiamo parlato anche con Marty. Ma non avrebbe mai funzionato. Marty non ha più questo genere di musica nel cuore. Non c’è niente di male intendiamoci, ma non avrebbe avuto senso. Avremmo rischiato che questa fosse una reunion puramente commerciale, oltre a qualcosa che, parlando prettamente a livello musicale, avrebbe rischiato di far schifo. I fan devono sapere che si è fatto tutto quanto andava fatto per provare a rimettere in piedi la line-up degli anni novanta. Una volta sistemata per sempre la questione tuttavia, abbiamo davvero lavorato sodo al nuovo album. Col senno di poi, devo ammettere che è stata la scelta migliore possibile.

In effetti Dystopia ha sorpreso anche me, è senza dubbio uno dei vostri migliori lavori del nuovo millennio, oltre che uno dei più validi dal post Youthanasia a oggi.
Eravamo sicuri della bontà di Dystopia. Se un album piace a noi è difficile che non piaccia ai fan. E posso dirti che con questo molte persone hanno scoperto la band oppure sono tornate a seguirla dopo anni. E’ un lavoro che riesce a unire le nostre classiche sonorità a un modo molto più preciso di suonare, a un approccio più tecnico e moderno rispetto al passato, con un gusto melodico che ci mancava da tempo.

Siamo di fronte all’ennesima rinascita della band quindi? Devo confessarti che negli ultimi anni dal vivo sembrava aveste perso un po’ di smalto…
Aspetta di vederci oggi. Credo che siamo di fronte alla versione 3.0 dei Megadeth. Era indubbiamente parecchio tempo che dal vivo non suonavamo così compatti e affiatati. In questo, l’ingresso nella band di Kiko Loureiro ha contribuito tantissimo. Ha un’abilità incredibile nel suonare ma anche nel comporre. Le sue radici lo aiutano ad avere un gusto unico. Dal vivo poi si integra in modo perfetto con Dave sia nella ritmica, sia negli assoli.

Cosa mi dici di Chris Adler invece? Purtroppo non è in tour con voi in questo momento…
Chris aveva impegni già presi da tempo con i Lamb Of God, non avremmo mai voluto creare problemi a una band che apprezziamo e a Chris stesso. A livello tecnico è probabilmente il batterista migliore che abbiamo mai avuto. Riesce a unire il gusto di Gar Samuelson all’irruenza di Nick Menza. E a mio parere deve ancora scoprire molte delle sue carte nell’esecuzione dei grandi classici dei Megadeth dal vivo.

Secondo me avevate un altro batterista eccezionale qualche anno fa. Che però sfortunatamente è durato poco visto che il periodo non era dei migliori proprio per la band stessa. Parlo di Jimmy DeGrasso…
Concordo. Jimmy era una macchina da guerra. Aveva una potenza esecutiva sovrumana. Non per niente è ancora oggi uno dei turnisti migliori della scena hard & heavy. Purtroppo è arrivato dopo Nick, e lui per i fan era solamente quello che aveva sostituito Menza. Ha suonato su un paio di dischi abbastanza controversi, ma dal vivo era una garanzia assoluta.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?
Molti concerti e un altro album nel giro di un paio d’anni. Questo almeno è ciò che mi auguro. Io e Dave abbiamo superato da un po’ i cinquanta, ma abbiamo ancora diverse frecce al nostro arco da scoccare.

Commenti

Commenti

Condivisioni