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Approvato al Senato il decreto cultura, tax credit per le etichette discografiche

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È passato al senato il decreto cultura promosso dal ministro Bray, che introduce, oltre allo snellimento della burocrazia per organizzare piccoli concerti, una tax credit per agevolare le etichette discografiche.

«È un importante obiettivo per noi e un ottimo risultato considerate le difficoltà economico-finanziarie del Paese e lo stato di crisi politica permanente che il Governo sta vivendo», ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della FIMI a proposito del decreto approvato oggi alla Camera. Infatti, come già preventivato dopo il passaggio al Senato della scorsa settimana, il così detto decreto cultura, proposto dal Ministro Bray dopo una raccolta firme lanciata da Boeri,entrerà in vigore entro l’8 ottobre e ridurrà di molto la burocrazia per organizzare concerti con meno di 200 persone entro le 24.00.

Ma nel decreto è prevista anche una “tax credit” che introduce delle agevolazioni fiscali per le etichette discografiche per poter rilanciare il settore musicale. Tra le misure adottate, la defiscalizzazione, per gli artisti emergenti alla prima o alla seconda opera, delle spese di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione, con un limite di spesa di 4 milioni e mezzo di euro l’anno dal 2014 al 2016. Tutto questo fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Inoltre è prevista l’applicazione di un credito di imposta del 30% sui costi sostenuti, per un massimo di 200 mila euro nello stesso triennio. Le etichette che usufruiranno di queste agevolazioni non devono essere controllate da editori che possiedono anche radio o tv, e devono essere in attività da prima del 2012. Inoltre dovranno spendere almeno l’80% del beneficio concesso sul territorio nazionale.

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