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6 dj che hanno fatto il botto come produttori

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È il sogno di ogni dj: catturare l’attenzione dei grandi musicisti e collaborare con loro in qualità di produttori. Ma per pochissimi che ce la fanno, ce ne sono tantissimi che non hanno mai avuto e non avranno l’occasione. Ecco sei casi di grande successo (nella foto Benny Benassi).

Le parole “dj” e “producer”, oggi, vengono associate con facilità. Ma non tutti i dj sono bravi producer, esattamente come la stragrande maggioranza dei produttori non sa da che parte iniziare con i dischi. I casi in cui le due figure vengono a coincidere prolificamente sono rari, ma quando capita i risultati sono (spesso) importanti. Di solito le cose vanno così: dopo essersi costruito un profilo artistico grazie al proprio stile, un dj cattura l’attenzione di qualche big della musica. A quel punto al dj viene proposto di produrre un pezzo. Infine, ecco spuntare la hit e magari un intero album. È la storia di cui sono diventati protagonisti i seguenti personaggi.

STUART PRICE
Con un numero impressionante di moniker all’attivo, Stuart Price ha un curriculum sopra le righe nel campo della produzione. Ha scritto e arrangiato insieme a Madonna gran parte di Confessions On A Dancefloor, ha prodotto pezzi per New Order, Pet Shop Boys e Keane, ma soprattutto ha contribuito in maniera fondamentale al successo mondiale dei Killers: il suo capolavoro – che si vocifera essere stato scritto insieme alla band nel suo studio di Londra in un paio d’ore – è senza dubbio Human.

SWITCH
Quel matto di Dave Taylor sale alla ribalta grazie ai suoi beat nervosi e saltellanti intorno a inizio secolo. Il suo stile unico viene dapprima sfruttato da reginette dell’indie-pop come M.I.A. e Santigold, per poi arrivare a superstar del calibro di Christina Aguilera e Beyoncé.

SKRILLEX 
Che alcun soluzioni stilistiche tipiche del dubstep rumoroso si collocassero al confine con il metal era chiaro già da un po’. Nel 2011 arriva la conferma ufficiale che i due generi avessero molto da condividere. Skrillex produce tre brani dell’album The Path Of Totality dei Korn. E Get Up è una bomba.

BENNY BENASSI
La carriera di dj dei cugini Benassi comincia nei tardi anni 80. Nel 2002 i due sfornano Satisfaction, e l’attenzione nei loro confronti sale a dismisura. Innumerevoli remix a parte, arrivano a produrre pezzi importanti come Ti porto via con me di Jovanotti e Stardust di Mika, ma la collaborazione più prestigiosa è senza dubbio quella con Madonna nel recente MDNA.

AVICII
L’interesse di Chris Martin verso il fenomeno EDM si era reso palese con il remix degli Swedish House Mafia di Every Teardrop Is A Waterfall. Dallo stesso album uscirono rielaborazioni interessanti anche di Charlie Brown e Paradise. In Ghost Stories però non si parla di remix, ma di vera e propria produzione: Avicii plasma A Sky Full Of Stars a sua immagine e somiglianza.

MOUSSE T
Il dj tedesco di origine turca guadagna attenzione con il singolo Horny; poco dopo riporta un’icona come Tom Jones in testa alle chart producendo per lui Sex Bomb. Da quel momento in poi le collaborazioni che lo vedono protagonista non si contano; tra le tante citiamo – perchè ci tocca da vicino avendo vinto il Festivalbar nel 2004 – Il grande Baboomba di Zucchero.

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